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diritti umani
08 Aprile 2026 - 09:00
L'8 aprile ricorre la Giornata Internazionale del popolo Rom (Romano Dives), una data simbolo istituita per celebrare la cultura, la lingua e la storia di Rom e Sinti, ma anche per ricordare le secolari discriminazioni e il genocidio subito durante il nazifascismo (il Porrajmos). La scelta della data non è casuale: l'8 aprile 1971 si aprì a Londra il primo congresso mondiale del popolo Rom, dove vennero scelti l'inno ufficiale "Gelem Gelem" e la bandiera con la ruota rossa a sedici raggi su sfondo blu e verde
A distanza di anni, i dati demografici confermano che Rom e Sinti rappresentano la minoranza etnica più numerosa d'Europa, con una popolazione stimata tra i 10 e i 12 milioni di persone, di cui circa 6 milioni residenti all'interno dell'Unione Europea
Contrariamente agli stereotipi, la stragrande maggioranza della popolazione romaní è stanziale e integrata. Tuttavia, i rapporti più recenti dell'Agenzia UE per i diritti fondamentali (FRA) evidenziano come persistano divari drammatici: l'aspettativa di vita di chi vive in contesti marginalizzati è ancora inferiore di circa 10 anni rispetto alla media generale, e l'accesso all'istruzione e al lavoro risente di un diffuso antiziganismo
In Italia, la presenza di Rom, Sinti e Caminanti è stimata tra le 120.000 e le 180.000 unità (una delle percentuali più basse d'Europa in rapporto alla popolazione totale). Circa la metà ha la cittadinanza italiana e risiede nel Paese da generazioni
Negli ultimi anni, l'Italia ha avviato un faticoso processo di superamento dei "campi nomadi", strutture segregate che l'Europa ha più volte condannato. Secondo i monitoraggi più recenti dell'Associazione 21 luglio e di Amnesty International, la strategia nazionale si è spostata verso l'inserimento in abitazioni convenzionali, sebbene l'emergenza abitativa riguardi ancora una parte della comunità (stimata in circa 20.000 persone tra insediamenti formali e informali)
Per superare i vecchi limiti, la Commissione Europea ha adottato il "Quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom" per il decennio 2020-2030. Questo nuovo piano impone agli Stati membri obiettivi minimi vincolanti come dimezzare il divario di povertà, garantire l'accesso all'educazione della prima infanzia al 95% dei bambini Rom e contrastare i discorsi d'odio (hate speech) e i crimini motivati dal pregiudizio
Celebrare l'8 aprile significa anche scoprire un patrimonio culturale immenso che ha influenzato la musica, l'arte e la letteratura mondiale. Dalle radici indiane alla lingua romaní (imparentata col sanscrito), il popolo Rom continua a rivendicare il diritto a un'identità che vada oltre la marginalità. Il riconoscimento ufficiale dell'antiziganismo come forma specifica di razzismo è stato il primo passo; il secondo, come sottolineato dalle Nazioni Unite, è garantire che l'uguaglianza non sia solo un principio scritto, ma una realtà quotidiana nei quartieri, nelle scuole e negli uffici di tutta Europa
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