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Giornata Mondiale della Voce, l'ANAD lancia l'appello per la difesa dell'identità artistica

Il 16 aprile celebra il valore umano del doppiaggio contro le clonazioni dell'intelligenza artificiale: in arrivo il "bollino" per la trasparenza dei contenuti

Giornata Mondiale della Voce, l'ANAD lancia l'appello per la difesa dell'identità artistica

In occasione della Giornata Mondiale della Voce, che ricorre oggi 16 aprile 2026, l’ANAD (Associazione Nazionale Attori Doppiatori) richiama l'attenzione pubblica sul valore insostituibile della voce come patrimonio culturale e identitario. In un’epoca di trasformazioni radicali, l’associazione sottolinea che la voce non è un semplice suono replicabile, ma l’anima che crea empatia tra il racconto e lo spettatore.

L'innovazione tecnologica pone interrogativi complessi sulla sopravvivenza della professione. Il presidente dell’ANAD, Daniele Giuliani, ribadisce che sebbene l'intelligenza artificiale apra scenari nuovi, non può sostituire l’apporto umano che rende vicini al pubblico i personaggi internazionali. Per questo motivo, l’associazione mantiene un dialogo serrato con le istituzioni per governare il cambiamento attraverso regole chiare.

L'Italia si conferma all'avanguardia in Europa grazie alla Legge Nazionale sull'Intelligenza Artificiale (n. 132/2025), in vigore dallo scorso ottobre. Questa normativa introduce disposizioni penali specifiche contro i deepfake, contrastando la creazione e la diffusione di audio campionati e utilizzati a fini di lucro senza autorizzazione. L'obiettivo è proteggere i professionisti dalla clonazione vocale non regolamentata e salvaguardare la qualità artistica del doppiaggio.

Il 2026 si prospetta come l'anno della svolta per l'attuazione dell'AI Act. Una delle tappe più attese è il prossimo 2 agosto, data in cui entra in vigore l'obbligo del bollino AI. Questo sistema di certificazione impone requisiti di tracciabilità, sicurezza e responsabilità, garantendo che i sistemi di intelligenza artificiale siano trasparenti per l'utente finale.

Secondo l'ANAD, il pubblico è perfettamente in grado di distinguere la differenza tra un'opera doppiata da un software e una interpretata da un attore in carne ed ossa. La difesa della specificità del doppiaggio non è dunque una chiusura verso il futuro, ma una battaglia per la qualità: l’associazione chiede che l’innovazione sia accompagnata da una normativa che valorizzi la voce come elemento unico e irripetibile della nostra identità.

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