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23 Aprile 2026 - 10:30
Tra Alba e Finale Ligure è stato presentato il Cammino della Maddalena, un nuovo itinerario che punta a collegare Langhe, Monregalese e costa ligure seguendo antiche direttrici di passaggio tra entroterra e mare. Non è ancora un percorso completamente strutturato e segnalato, ma un progetto in fase di costruzione che nei prossimi mesi entrerà nella sua fase operativa.
L’iniziativa nasce su impulso dell’associazione Blu Genziana, realtà attiva da anni nella valorizzazione del territorio, e coinvolge amministrazioni locali, associazioni e operatori. La presentazione ufficiale si è svolta ai Vernagli, tra Montaldo di Mondovì e Roburent, con l’idea dichiarata di costruire un percorso condiviso.
Dal punto di vista pratico, il cammino utilizza sentieri già esistenti: non è stato “tracciato da zero”, ma costruito mettendo in rete percorsi storici e itinerari escursionistici. Nei prossimi mesi è prevista la definizione completa del tracciato e l’installazione della segnaletica. Il percorso sarà percorribile a piedi, ma anche in bicicletta o a cavallo. Gli organizzatori stanno lavorando anche al coinvolgimento di escursionisti che possano testare i tratti e contribuire a perfezionarlo prima dell’apertura completa.
Uno degli elementi centrali del progetto è l’impostazione culturale. Il cammino è dedicato a Maria Maddalena, interpretata come figura simbolica più che strettamente religiosa. L’idea è dare un’identità al percorso senza trasformarlo in un pellegrinaggio tradizionale.
Accanto a questo, c’è un obiettivo concreto: sostenere i territori attraversati. Il Monregalese, in particolare, è una delle aree su cui il progetto punta maggiormente, perché meno esposta ai flussi turistici rispetto alle Langhe o alla costa. Il cammino viene visto come uno strumento per distribuire meglio i visitatori e creare opportunità per strutture ricettive, ristorazione e attività locali.
Un altro punto emerso durante la presentazione riguarda il periodo di fruizione: l’attenzione è rivolta soprattutto a primavera e autunno, stagioni più adatte al trekking e meno sature dal punto di vista turistico. L’idea è lavorare sulla destagionalizzazione, non sui picchi estivi.
Dal punto di vista dell’esperienza, uno degli elementi più evidenti è la componente gastronomica, che cambia lungo il percorso. Nelle Langhe si incontrano prodotti noti come il tartufo bianco e i vini locali; nel Monregalese prevale una cucina più legata alla tradizione contadina, con castagne e formaggi come Raschera e Castelmagno; arrivando verso la Liguria, entrano in gioco prodotti diversi, come i carciofi di Albenga o le specialità del Savonese.
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