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24 Aprile 2026 - 10:30
L’aereo con a bordo Papa Leone XIV è atterrato a Roma-Fiumicino, segnando la conclusione del suo terzo viaggio apostolico in Africa, che lo ha portato in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Durante il volo di ritorno, il Pontefice ha incontrato i giornalisti ribadendo con forza il suo messaggio centrale: la necessità di una pace globale e la difesa dei civili innocenti.
Nel corso della conferenza stampa in volo, il Papa ha sottolineato l’urgenza di costruire una vera “cultura della pace”, affermando che la risposta ai conflitti non può mai essere la violenza. Ha ricordato le conseguenze dei bombardamenti, evidenziando come “troppi innocenti abbiano perso la vita”.
Facendo riferimento alle lettere ricevute da famiglie iraniane colpite da lutti, il Pontefice ha ribadito che la priorità non è il cambiamento politico dei regimi, ma la protezione delle persone: “Come pastore, non posso essere favorevole alla guerra”.
Ampio spazio anche alla situazione geopolitica legata allo Stretto di Hormuz, definita dal Papa “complessa e instabile”. Secondo Leone XIV, i continui contrasti tra Stati Uniti e Iran rendono la situazione “caotica e pericolosa per l’economia mondiale”, rendendo ancora più urgente il ricorso al dialogo diplomatico.
Il Pontefice ha poi affrontato il tema delle migrazioni, definendolo un fenomeno globale che coinvolge molte nazioni. Ha ribadito che i migranti devono sempre essere trattati con umanità e dignità, evitando condizioni disumane.
Allo stesso tempo, ha riconosciuto il diritto degli Stati di regolare i propri confini, ma ha invitato i Paesi più ricchi a interrogarsi sulle cause profonde delle migrazioni, in particolare lo sfruttamento delle risorse nei Paesi poveri, spesso privati delle proprie ricchezze.
Sul tema delle coppie omosessuali, Leone XIV ha ricordato la posizione della Santa Sede, che non prevede una benedizione formalizzata per le coppie in situazioni irregolari. Tuttavia, ha sottolineato che la Chiesa deve rimanere un luogo di accoglienza: “Tutti, tutti, tutti sono invitati”.
Il Papa ha inoltre evidenziato che il vero centro dell’unità ecclesiale non deve essere la morale sessuale, ma temi più profondi come giustizia, libertà e dignità umana. Ha infine precisato che le benedizioni, in senso generale, riguardano tutte le persone senza distinzione.
Durante la Messa celebrata in Africa, il Pontefice ha richiamato il significato della Pasqua come liberazione dalla schiavitù del male, sottolineando che la fede rappresenta una scelta tra disperazione e speranza.
Ha ricordato anche il valore della fiducia nell’amore di Dio, definito “più forte della morte”, e ha citato il Vangelo sul “pane della vita”, come simbolo di salvezza e giustizia.
Nel corso del viaggio, il Papa ha incontrato anche giovani e famiglie, incoraggiandoli a costruire un mondo fondato su rispetto, responsabilità e cura delle nuove generazioni. Ha descritto il matrimonio come una missione di vita da vivere quotidianamente.
Il Pontefice ha infine ricordato con commozione la morte improvvisa del vicario generale di Malabo, chiedendo chiarezza sulle circostanze del decesso. Un momento che ha segnato profondamente la visita in Guinea Equatoriale, avvenuta pochi giorni prima del suo arrivo.
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