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24 Aprile 2026 - 15:30
Orientarsi nella scelta dell’università è sempre più complesso, soprattutto quando si cerca di capire quali percorsi garantiscano reali sbocchi professionali. Tuttavia, alcune indicazioni arrivano dai dati più recenti di Almalaurea e del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, che evidenziano le aree di studio più richieste dal mercato del lavoro, sia in Italia che all’estero.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo della domanda di laureati qualificati, soprattutto in settori come:
ingegneria
area medico-sanitaria
economia
ICT (Information and Communication Technology)
Questi ambiti garantiscono non solo un alto tasso di occupazione, ma anche migliori prospettive di carriera nel medio-lungo periodo.
Secondo le previsioni, tra il 2024 e il 2028 il sistema economico italiano avrà bisogno di circa 4 milioni di nuovi lavoratori. Di questi, circa il 35% richiederà una formazione universitaria.
Questo significa che possedere una laurea adeguata rappresenta un vantaggio competitivo importante per entrare nel mondo del lavoro.
Nel 2026 le imprese puntano sempre più su profili con forti competenze tecniche, soprattutto in ambiti legati a:
green economy
innovazione digitale
intelligenza artificiale
La diffusione dell’IA ha aumentato la necessità di professionisti capaci di gestire, interpretare e sviluppare tecnologie avanzate.
Attualmente, le opportunità maggiori si concentrano in cinque grandi ambiti:
economico-statistico
formazione e insegnamento
medico-sanitario
ingegneria
informatica e ICT
Queste aree rappresentano i principali canali di accesso al mercato del lavoro per i neolaureati.
Le lauree in ambito STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) continuano a dominare le classifiche di occupabilità. A distanza di uno e cinque anni dal titolo, registrano fino al 90% di occupazione stabile.
Anche le professioni legate alla sanità mostrano risultati molto positivi.
Uno dei settori più dinamici è quello dell’informatica, dove la domanda supera spesso l’offerta. Le aziende cercano figure specializzate in:
cybersecurity
data science
cloud computing
intelligenza artificiale
Questa carenza di professionisti rende il settore particolarmente interessante anche dal punto di vista retributivo.
Il comparto di ingegneria civile e architettura beneficia degli investimenti legati al PNRR e ai progetti di riqualificazione urbana. In questo ambito si registrano tassi di occupazione superiori al 93%.
Anche le lauree in ingegneria industriale e dell’informazione sono molto richieste. Le aziende cercano professionisti capaci di:
gestire processi produttivi complessi
sviluppare automazione e robotica
progettare reti e infrastrutture energetiche
In parallelo, i laureati in ICT raggiungono livelli di occupazione che superano il 94%.
Il settore medico e farmaceutico continua a garantire elevata occupazione. Oltre ai medici, sono molto richiesti anche laureati in:
infermieristica
fisioterapia
ostetricia
logopedia
tecniche di radiologia
Le lauree in ambito economico-statistico restano una scelta solida, con un tasso di occupazione superiore al 91%. Offrono sbocchi in:
marketing
finanza aziendale
risorse umane
consulenza internazionale
Buone opportunità emergono anche per chi sceglie percorsi in:
agraria e veterinaria
matematica, fisica e chimica
Nel 2026 scegliere il percorso universitario giusto significa puntare su competenze richieste dal mercato e su settori in crescita. Le lauree tecniche, scientifiche e sanitarie si confermano le più efficaci per costruire un futuro professionale stabile e ben retribuito.
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