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Spese mediche e 730, nuovi controlli dell’Agenzia delle Entrate: cosa cambia nel 2026

Nel mirino le modifiche alla precompilata: incrocio dei dati con la Tessera sanitaria e verifiche più mirate

Nuovo 730 e bonus 2026: cosa cambia davvero tra Irpef, detrazioni e figli a carico

Modello 730

Cambiano le regole sui controlli fiscali legati alle spese mediche inserite nel modello 730. Con le novità introdotte da un decreto del Ministero dell’Economia del 29 ottobre, già in vigore per le spese sostenute nel 2025, il 2026 segna un rafforzamento delle verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il punto centrale riguarda la dichiarazione precompilata: chi interviene modificando i dati relativi alle spese sanitarie potrebbe essere soggetto a controlli formali. Non si tratta di un automatismo, ma la modifica diventa un possibile elemento di selezione per le verifiche.

Il sistema si basa su un controllo incrociato tra le informazioni presenti nel Sistema Tessera Sanitaria e quelle inserite dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.

Medici, farmacie, strutture sanitarie e professionisti sono infatti obbligati a trasmettere i dati delle spese sostenute dai pazienti. Una volta raccolte, queste informazioni confluiscono direttamente nella precompilata.

Dal 2026 cambia anche la modalità di invio: non più comunicazioni mensili, ma trasmissione annuale entro il 31 gennaio. Una semplificazione per gli operatori, che però non riduce i controlli sui contribuenti.

In caso di controllo, l’Agenzia può esaminare nel dettaglio ogni spesa:

  • codice fiscale del contribuente o del familiare a carico
  • dati della struttura o del professionista che ha erogato la prestazione
  • tipologia di spesa (visite, farmaci, esami)
  • modalità di pagamento, distinguendo tra contante ed elettronico

Se i dati non coincidono con quelli trasmessi al sistema, può scattare la verifica. Anche un errore può comportare sanzioni amministrative e il recupero delle imposte non versate.

I controlli riguardano tutte le principali voci detraibili:
farmaci, dispositivi medici, visite specialistiche, esami diagnostici e spese veterinarie.

La detrazione resta al 19%, con una franchigia di 129,11 euro a carico del contribuente. Per chi si affida a un CAF o a un professionista, resta l’obbligo di fornire tutti i documenti che attestano le spese: scontrini parlanti, ricevute o fatture.

Non basta indicare gli importi: in caso di controllo, serve sempre una prova concreta.

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