Cerca

Salute

Celiachia, verso una diagnosi senza biopsia anche negli adulti: cosa cambia con le nuove linee guida

Nuovi criteri clinici e biomarcatori aprono alla “biopsy-free”: in Italia oltre metà dei casi resta non diagnosticata

Celiachia, verso una diagnosi senza biopsia anche negli adulti: cosa cambia con le nuove linee guida

La diagnosi di celiachia potrebbe presto cambiare anche per gli adulti. Dopo anni di applicazione in ambito pediatrico, si fa strada l’ipotesi di identificare la malattia senza ricorrere alla biopsia, grazie a nuovi criteri clinici e strumenti diagnostici più avanzati.

Le indicazioni arrivano dalle linee guida europee 2025 e dai dati presentati durante il Congresso nazionale delle Malattie Digestive promosso da FISMAD. Il nuovo approccio riguarda una platea selezionata: adulti sotto i 45 anni, senza sintomi di allarme e seguiti in centri specializzati.

La diagnosi “biopsy-free” diventa possibile in presenza di condizioni precise: livelli di anticorpi anti-transglutaminasi IgA superiori di oltre dieci volte la norma, confermati da un secondo test.

Un modello già consolidato nei bambini, che ora potrebbe semplificare il percorso diagnostico anche per molti adulti, riducendo tempi e procedure invasive.

Parallelamente, la ricerca sta lavorando su nuovi strumenti. Tra questi, il rilascio di interleuchina-2 (IL-2) dopo l’assunzione di glutine, che potrebbe diventare un indicatore utile sia per la diagnosi sia per il monitoraggio dei pazienti.

Resta però centrale un dato: la dieta senza glutine è ancora l’unico trattamento approvato, anche se circa un paziente su cinque continua ad avere sintomi nonostante il rispetto del regime alimentare.

In Italia le diagnosi accertate sono circa 280mila, ma rappresentano meno della metà dei casi stimati. “Più della metà dei celiaci resta ancora sommersa”, ha sottolineato Rossella Valmarana, presidente dell’Associazione Italiana Celiachia.

Per questo si punta anche sulla prevenzione: la legge 130 del 2023 ha introdotto lo screening neonatale per celiachia e diabete di tipo 1, con estensione a livello nazionale prevista nel corso del 2026.

Accanto alla dieta, sono in fase di studio nuove terapie complementari, tra cui farmaci capaci di modulare la risposta immunitaria o agire sui processi infiammatori. Si tratta però di soluzioni ancora sperimentali. Nel frattempo, le misure introdotte puntano a migliorare l’accesso alle cure, con buoni digitali validi su tutto il territorio nazionale e interventi per ridurre le disuguaglianze tra regioni.

L’obiettivo resta uno: diagnosi più rapide e una gestione più efficace della malattia, ancora oggi in gran parte non intercettata.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.