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salute
28 Aprile 2026 - 22:35
Pesticidi, metalli pesanti e i cosiddetti "inquinanti eterni". È questo il contenuto allarmante emerso dal nuovo rapporto dell'ONG francese Règles élémentaires, che accende i riflettori sulla sicurezza dei prodotti per l'igiene mestruale. Secondo l'organizzazione, la mancanza di una normativa europea specifica e armonizzata starebbe esponendo milioni di donne a sostanze potenzialmente pericolose senza un adeguato controllo strutturale.
Attualmente, in Europa, assorbenti, tamponi e coppette mestruali sono classificati come beni di consumo generici e non come dispositivi medici o farmaci. Questa distinzione implica che i controlli pre-immissione sul mercato siano meno rigorosi rispetto a quelli previsti per i prodotti sanitari. Sebbene nazioni come Francia e Spagna abbiano adottato alcune raccomandazioni nazionali, il rapporto sottolinea che si tratta di misure frammentarie che spesso escludono i residui inquinanti derivanti dai processi di fabbricazione.
L'ONG denuncia la presenza di microplastiche e tracce di inquinanti che entrano in contatto con zone del corpo estremamente delicate per tempi prolungati. Il problema sollevato non riguarda solo la singola esposizione, ma l'effetto cumulativo di decenni di utilizzo. "La sorveglianza dei prodotti mestruali è un imperativo di salute pubblica e una questione di diritti fondamentali", si legge nel documento, che punta a spostare la responsabilità dal comportamento dei singoli consumatori a una regolamentazione industriale più severa.
Oltre alla sicurezza chimica, resta aperto il tema della Tampon Tax. In Italia, l'IVA su questi prodotti è stata ridotta dal 22% al 10%, ma molti Paesi europei spingono per l'azzeramento totale, considerandoli beni di prima necessità e non di lusso. Il rapporto di Règles élémentaires conclude chiedendo all'Unione Europea di stabilire standard comuni di trasparenza, obbligando i produttori a dichiarare ogni componente e a eliminare le sostanze tossiche dai processi produttivi.
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