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SCIENZA E FUTURO

Piante bioibride: lo studio italiano che potenzia la natura per assorbire più CO2

Ricerca della Libera Università di Bolzano: nanoparticelle "made in Italy" trasformano le radici in antenne

Piante bioibride: lo studio italiano che potenzia la natura per assorbire più CO2

Non sono frutto dell'ingegneria genetica, ma rappresentano una delle frontiere più avanzate della bioingegneria italiana. Un gruppo di ricercatori della Libera Università di Bolzano ha creato le prime piante bioibride al mondo capaci di "mangiare" molta più anidride carbonica (CO2) rispetto a quelle normali.

Il segreto risiede in un nanopolimero sintetico (P3HT-NP) che viene fatto assorbire direttamente dalle radici. Una volta entrate nel sistema linfatico della pianta, queste nanoparticelle si distribuiscono fino alle foglie, dove agiscono come vere e proprie "antenne fotoniche". La loro funzione è quella di catturare una gamma più ampia di luce solare, potenziando il processo biochimico della fotosintesi.

 I dati pubblicati sulla rivista Materials Horizons sono impressionanti: le piante trattate hanno mostrato un aumento della biomassa del 42% e, soprattutto, una capacità di assorbimento della CO2 superiore dell'11%. Questo significa più ossigeno rilasciato e una crescita più rapida del verde.

Questa tecnologia apre scenari rivoluzionari nella lotta al riscaldamento globale: in futuro, foreste potenziate con queste "proteine sintetiche" potrebbero diventare i polmoni iper-efficienti del pianeta, accelerando il sequestro del carbonio atmosferico senza alterare il patrimonio genetico delle specie vegetali.

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