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IL CASO
25 Febbraio 2026 - 16:40
Un terremoto giudiziario colpisce il mondo delle consegne a domicilio. La Procura di Milano ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per Deliveroo Italy con l'ipotesi di reato di caporalato. Al centro dell'indagine del pm Paolo Storari c'è una politica aziendale che, secondo l'accusa, avrebbe sfruttato sistematicamente lo stato di bisogno di circa 20.000 rider su tutto il territorio nazionale (di cui 3.000 solo nel milanese).
Dalle oltre 60 pagine del provvedimento emerge un quadro desolante: i lavoratori sarebbero stati costretti a turni massacranti, operando in condizioni di precarietà estrema per compensi giudicati "non dignitosi" e palesemente difformi dai contratti collettivi nazionali. In molti casi, le retribuzioni percepite risultavano essere inferiori fino al 90% rispetto alla soglia di povertà, violando i principi costituzionali di un'esistenza libera e dignitosa.
L'inchiesta punta il dito contro la "gestione algoritmica": un sistema che monitora costantemente tempi e performance, assegnando ordini e punizioni in base a dati spesso oscuri ai lavoratori stessi. Un meccanismo che, per la Procura, nasconde un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti, camuffato da autonomia professionale per abbattere i costi.
Il Tribunale ha nominato un amministratore giudiziario con il compito specifico di avviare la regolarizzazione dei lavoratori e garantire il rispetto della legalità. Il caso segue a breve distanza quello di Glovo (Foodinho), confermando un'offensiva giudiziaria senza precedenti contro lo sfruttamento nel settore della logistica e del delivery.
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