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La protesta

Locali sporchi, inagibili e con la muffa in corso Verona: «Se non si sposta l'Ufficio immigrazione, finiremo come la Francia»

I sindacati di polizia in piazza per chiedere una soluzione al più presto

Protesta prefettura corso Verona ufficio immigrazione

La protesta di questa mattina in piazza Castello

Fuori, code chilometriche di stranieri che chiedono il permesso di soggiorno e poi lo aspettano per oltre 5 mesi. Dentro, poliziotti che devono lavorare dentro locali dichiarati inagibili: «C’è la muffa sui muri e il tetto è pericolante» puntano il dito i sindacati che oggi sono scesi in piazza Castello per manifestare contro le condizioni dell’Ufficio immigrazione di corso Verona.

Sul tema si era espresso anche il questore Vincenzo Ciarambino, invitando gli altri enti pubblici a trovare una soluzione alternativa. Ora ci provano i sindacati.

Introduce Nicola Rossiello del Silp Cgil Torino: «Diciamo da un anno che la struttura di corso Verona non è più idonea. Ora è stata certificata come inagibile dai tecnici del Ministero». Aggiunge Paolo Ferrero, segretario della Cisl Torino: «L’edificio è pericolante, eppure ci lavorano 120 persone». Poi ci sono i problemi fuori dall’edificio: «Chi va in corso Verona per richiedere il permesso di soggiorno, deve subire code lunghissime al caldo e al freddo - prosegue Rossiello - E in mezzo ci sono donne, bambini e disabili. E pensare che basterebbe un sistema di prenotazione funzionante».

Due immagini di code davanti all'Ufficio immigrazione di corso Verona, lo scorso febbraio


Elena Ferro, segretaria della Cgil Torino, allarga lo sguardo: «Dobbiamo migliorare il sistema dell’accoglienza ed evitare il fallimento di progetto di integrazione della Francia, di cui stiamo vedendo i risultati in questi giorni. Torino è un città multiculturale da anni, dobbiamo integrare i migranti invece di metterli nei Cpr. E’ aberrante che rischino di finire in quella specie di galera».
Nel frattempo i sindacati chiedono una soluzione per l’ufficio: «Non è solo questione di ordine pubblico ma sociale» sottolinea Francesco Lo Grasso, segretario Uil. Che, insieme ai suoi colleghi, suggerisce sedi alternative: «Ci sono gli spazi liberati dagli uffici regionali che si stanno spostando al Grattacielo, come l’assessorato alla Sanità di corso Regina Margherita. O quelli della Circoscrizione in corso Vercelli, che si mettono a posto con 500mila euro: gli immigrati spendono 20 milioni per i permessi di soggiorno, meritano che una minima parte venga spesa per offrire loro un servizio decente».

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