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L'INCONTRO

Auto in crisi, povertà e talenti in fuga: «Servono investimenti sui giovani»

Arcivescovo, sindaco e governatore discutono del futuro di Stellantis. Cirio: "Non dobbiamo avere paura di parlare di un altro produttore"

l'arcivescovo Repole, il sindaco Lo Russo e il governatore del Piemonte Cirio

L'arcivescovo Repole, il sindaco Lo Russo e il governatore del Piemonte Cirio

Rispetto a tutto il complesso del gruppo Stellantis a livello internazionale, il polo torinese dell’azienda incide in termini di occupati per appena l’1,4 %. Non poteva che muovere da un dato sull’industria dell’auto l’incontro che si è tenuto al teatro San Giuseppe, organizzato da La Voce e il Tempo, che vede seduti allo stesso tavolo l’arcivescovo di Torino Roberto Repole, il sindaco Stefano Lo Russo e il governatore Alberto Cirio. A fornire una fotografia della città - delle sue contraddizioni e complessiva - è Luca Davico, docente di Sociologia urbana del Politecnico e storico curatore del Rapporto Rota su Torino. Il dibattito muove da una domanda sola: qual è il bene per Torino? E al di là dei numeri è la politica a essere chiamata a dare una risposta.

L’appello dell'arcivescovo a Stellantis
L’arcivescovo Repole, poco prima di Natale, ha lanciato un appello sui lavoratori dell’auto, nel tentativo di accendere un faro sullo stabilimento di Mirafiori. «Perché lo ha fatto?» domanda il direttore Alberto Riccadonna, in veste di moderatore dell’incontro. «Penso che una città abbia il diritto e il dovere di sapere a cosa va incontro» attacca Repole e prosegue: «Parlo da pastore - io sono solo questo -, ma penso che si debba ragionare attentamente su ciò che alcuni fenomeni sviluppano nella vita delle persone». In altre parole: «Non so se sia giusto mantenere ditte grandi o piccole. Ma quando c’è un impoverimento dal punto di vista lavorativo, osserviamo di conseguenza un impoverimento sociale e civile».

Cirio: "Se Stellantis non porta altri modelli, lo faccia un altro produttore"
Sul tema della grande fabbrica in crisi il presidente Cirio non usa mezzi termini. «Oggi Stellantis a Mirafiori produce meno di 100mila auto, a inizio secolo se ne producevano 400 mila, quanto si fa ora in tutta Italia - spiega -. Se vogliamo aumentare il lavoro, serve un nuovo modello di auto da produrre. E lo chiediamo a Stellantis». E poi l’affondo finale: «Se Stellantis non lo ha, lo porti qualche altro produttore. Non dobbiamo avere paura di chiederlo». E in platea alcuni ex dipendenti Embraco ascoltano con attenzione l’intervento. Altri gli chiedono risposte sul nodo della “ri occupazione”.




Investimenti sui giovani

L’attenzione di Repole poi è tutta per i più giovani. «Sappiamo che a Torino abbiamo tante eccellenze, in ambito sanitario ad esempio» premette. «Formiamo delle persone, spendendo anche molto in termini economici e poi la città non è attrattiva per loro?» domanda Repole, mettendo sul piatto un grande tema condiviso - poco dopo di lui - anche da sindaco e governatore. «Qual è dunque il bene di Torino? Un investimento prioritario sui giovani. Non è tempo perso ciò che investiamo nella formazione. Ma bisogna tornare a capire verso cosa educhiamo in più giovani. Le loro fragilità sono causa del nichilismo» conclude Repole, cita De Andrè e lascia la parola a Lo Russo.

I due, fa sapere il primo cittadino, hanno un confronto fitto sul futuro della città. «Non dobbiamo negare i problemi -attacca il suo intervento Lo Russo -. Faccio il sindaco di una città in cui un cittadino su tre ha più di 60 anni» e si rivolge direttamente a una platea in cui pochissimi hanno meno di 30 anni. «Produttività e inclusione sociale non sono in contrapposizione» ha poi aggiunto il sindaco, rispondendo a chi gli chiedeva se esistano “due città”, tra il centro e le periferie. «Dobbiamo uscire da questa dicotomia. Non esiste nessuna città attrattiva laddove ci sono diseguaglianze forti che generano insicurezza e marginalità sociale».



Un teatro pieno
Ascolta con attenzione il dibattito che si snoda tra accoglienza migranti, nuovi poveri e volontariato, l’ex sindaco di Torino Valentino Castellani, accanto all’ex ministro Elsa Fornero. Appena dietro, il vicepresidente della Città Metropolitana Jacopo Suppo e il presidente della Camera di commercio Dario Gallina. E ancora: la consigliera regionale Monica Canalis, il consigliere dei Moderati Silvio Magliano, la capogruppo dei dem in Sala Rossa Nadia Conticelli. In rappresentanza del mondo dell’industria il presidente dell’Unione Industriali di Torino Giorgio Marsjai.

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