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L'INTERVISTA DELLA SETTIMANA
01 Dicembre 2024 - 12:00
Piero Gola
I suoi pranzi eleganti in cui si discute del futuro di Torino, di arte, industria e giustizia sono ormai un must della scena culturale torinese. Nel segno del motto “dumsedafè” Piero Gola ha dato vita a un movimento di opinione che vuole riportare il dibattito e l’impegno concreto tra le persone. Una formula che è piaciuta e che continua a crescere con ospiti sempre di maggiore rilievo.
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Quali sono gli ospiti di cui va più fiero?
«È difficile dare una risposta breve. C’è stato un costante confronto con esponenti apicali di quello che viene denominato il terzo potere statuale (quello giudiziario). A partire da Giancarlo Caselli, per proseguire con Armando Spataro, Francesco Saluzzo ed Emma Avezzù. Più in generale, a cadenza quindicinale, nelle ore centrali del lunedì, gli incontri di dumsedafe sono stati nobilitati dalla partecipazione di vertici come Sergio Chiamparino, il presidente Alberto Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo degli enti locali del territorio, di ministri di governi di diversa “estrazione”, tra cui Giovanni Tria e Gilberto Pichetto Fratin), di giornalisti di fama (da Paolo Griseri a Gigi Moncalvo; da Domenico Quirico ad Alessandro Sallusti. E ancora prefetti come Romilda Tafuri, Paolo Padoin, recentissimamente, e, auspicabilmente nel breve, Donato G. Cafagna. Vertici delle Forze dell’Ordine (il generale Carlo Cabigiosu, lo stesso generale Giorgio Tesser), di artisti di fama internazionale (Ugo Nespolo e Giorgio Brachetti), di scienziati (Guido Forni, in primis), di illustri docenti universitari, imprenditori di successo, manager sia di industrie, sia di istituzioni, anche europee...»

Basta, basta. Un ospite che invece l’ha messa, diciamo, in imbarazzo? Se c’è stato...
«Colei che mi ha creato problemi e, al tempo stesso, una neppure malcelata irritazione è Chiara Appendino, quando ricopriva la carica di sindaco di Torino».
Ci racconti.
«Avevamo imbandito alla grande il Salone delle Feste dell’Hotel Principi di Piemonte, oltre a raccogliere un numero davvero significativo di partecipanti. Un’ora prima dell’incontro, l’Appendino si è fatta comunicare il menù. Per poi farsi rappresentare da due suoi assessori Alberto Sacco e Paola Pisano senza giustificare, come usano fare le brave madamin, la sua improvvisa assenza».
Capisco. Ci può svelare invece il nome di alcuni ospiti che ha in programma di invitare in futuro?
«Confidiamo di confrontarci quanto prima con Stefano Buono, Federico Faggin e, ultimo, ma solo in ordine alfabetico, Carlin Petrini. La volontà di proseguire nel percorso intrapreso oltre dodici anni fa permane, forte e determinato: non è un mistero che la lista dei papabili interlocutori copre già ora il calendario di un intero anno».
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