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Leggende del Piemonte

La Bestia di Torino che terrorizzò il Piemonte nel 1931

Dai cani sbranati ai passanti in fuga: la misteriosa creatura che spaventò le campagne tra Torino, Alessandria e Cherasco, prima di essere finalmente fermata

La Bestia di Torino che terrorizzò il Piemonte nel 1931

Nel pomeriggio del 7 maggio 1931, Torino fu teatro di voci inquietanti. Nei pressi di Carmagnola e Villastellone, nelle pianure a sud della città, era in corso una vera e propria battuta di caccia. Un centinaio di cacciatori e carabinieri si erano mobilitati per rintracciare una creatura insolita: una misteriosa bestia feroce che si aggirava nelle campagne piemontesi.

Il giorno successivo, la Gazzetta del Popolo fu il primo quotidiano a riportare la notizia. I giornalisti, contattando direttamente i comuni coinvolti, ottennero conferma delle voci che già circolavano nel cuore di Torino. Da circa due settimane, gli abitanti dell’area tra Villastellone, Carignano e Carmagnola denunciavano la sparizione di diversi cani da guardia di grossa taglia e di altri animali domestici. Secondo i testimoni, tutto ciò era opera di una creatura non identificata, dotata di “artigli potenti e zanne formidabili”, che si muoveva indisturbata tra le campagne.

Le descrizioni della bestia variavano notevolmente: alcuni la paragonavano a un felino, altri a un canide, e in alcune cronache veniva persino assimilata al mito del “tasso canino”, distinto da quello porcino della tradizione contadina.

Non passò molto tempo prima che il terrore della cosiddetta “bestia di maggio” si estendesse in un’altra parte del Piemonte. Il 23 maggio, il settimanale Il Piccolo raccontava di episodi analoghi ad Alessandria, nella zona di Borgo Cittadella, alla periferia nord della città. Da giorni, la popolazione temeva un grosso felino dal pelo fulvo, anche se qualcuno ipotizzava si trattasse di un lupo. La creatura aveva morso un uomo a una mano, ferito gravemente un cane e costretto altri passanti alla fuga. I vigili urbani erano intervenuti, e si cominciava a pensare che il predatore avesse cambiato provincia, spostandosi da Torino ad Alessandria.

La vicenda riservava però un’ulteriore sorpresa. Il 20 giugno 1931, il quotidiano La Sentinella d’Italia riferiva che la misteriosa bestia, già protagonista della caccia descritta dalla Gazzetta del Popolo, era comparsa nella zona di Cherasco, tra le frazioni dei Picchi e di San Giovanni, nella Provincia Granda. Alcuni abitanti affermavano di averla avvistata, altri raccontavano di aver udito i suoi grugniti, mentre i cani delle cascine abbaiavano incessantemente di notte.

Dopo diversi giorni di allarme e voci incontrollate, arrivò la notizia definitiva: la bestia era stata uccisa da un cane di una cascina nella frazione di San Giovanni. Il cronista locale, recatosi sul posto, poté confermare la notizia. La creatura che aveva seminato paura tra le campagne piemontesi era finalmente morta.

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