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Economia del territorio

Da Fiat a Olivetti, così le ex fabbriche finiscono in offerta sul web

La Regione promuove una mappa online per rendere visibili agli investitori le aree industriali libere e recuperabili della zona

Da Fiat a Olivetti, così le ex fabbriche finiscono in offerta sul web

Foto di repertorio

Dalla storica ex Fiat di Mirafiori agli stabilimenti Olivetti del Canavese, la Regione Piemonte ha messo online oltre 70 immobili e aree produttive disponibili o recuperabili, creando una vera e propria vetrina digitale per attrarre investitori e aziende interessate a nuovi insediamenti industriali. Il progetto raccoglie sia aree già pronte all’uso sia siti dismessi che possono essere recuperati, con superfici che vanno da mille a oltre 5mila metri quadrati. Sono inclusi sia terreni edificabili, sia fabbricati già urbanizzati, alcuni dei quali richiedono interventi di bonifica o ristrutturazione prima di poter essere utilizzati.

A Torino e nell’area metropolitana si concentrano i siti più rilevanti, tra cui l’ex Dai di corso Settembrini e l’ex reparto Gommatura di Mirafiori, l’ex Sacal di Carmagnola, un’area di Grugliasco in passato sede di una sottostazione elettrica e gli ex magazzini comunali di via Cimarosa, costruiti dall’Amministrazione militare tra gli anni Quaranta e Cinquanta. Nel Canavese, invece, spiccano gli ex stabilimenti Olivetti di San Lorenzo a Ivrea, Scarmagno e Agliè, l’ex Pininfarina di San Giorgio e Bairo e l’ex Alcan di Borgofranco.

La raccolta delle manifestazioni di interesse, aperta a soggetti pubblici e privati, si chiuderà il 26 gennaio. Parte dei siti individuati è già stata inserita nella piattaforma nazionale “Invest in Italy”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mentre il resto confluirà nella vetrina digitale regionale, concepita come strumento permanente per promuovere le opportunità industriali piemontesi. Dalle prime verifiche risulta che non tutte le aree segnalate sono subito adatte a nuovi insediamenti produttivi, perché alcune hanno una destinazione d’uso commerciale. La raccolta delle informazioni viene comunque considerata utile per avere un quadro più completo delle disponibilità presenti sul territorio e per orientare le successive valutazioni. Il progetto si inserisce in continuità con il lavoro avviato nel 2018 da Confindustria Piemonte sulle aree industriali libere e dismesse, oggi aggiornato e rafforzato grazie alla collaborazione con la Regione, con l’obiettivo di sostenere la crescita delle imprese già presenti e attirare nuove realtà produttive interessate alle filiere industriali piemontesi.

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