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Il lutto

Guido Nasi, il lottatore che non si è mai arreso: addio a 43 anni

Morto a 43 anni il torinese aggredito a Dublino nel 1999, tetraplegico e muto, autore de Il lottatore.

Guido Nasi, il lottatore che non si è mai arreso: addio a 43 anni

Quest’oggi, 7 gennaio, è mancato Guido Nasi, 43 anni, torinese. La sua vita fu stravolta nel 1999, a Dublino, quando a 17 anni venne colpito alla testa con una bottiglia durante una rapina. Restò in coma 45 giorni e al risveglio scoprì di essere muto e tetraplegico. Da allora si spostava in carrozzina, riuscendo con fatica a muovere la mano sinistra, e comunicava con il mondo grazie a un tablet speciale. Torinese, classe 1982, Nasi aveva frequentato il liceo classico Vincenzo Gioberti per poi proseguire a Scienze matematiche. Coltivava una passione autentica per l’astrofisica, curiosità che non abbandonò mai, neppure dopo l’incidente irlandese.


Quella notte a Dublino chiuse la sua esperienza Erasmus nel modo più brutale. L’aggressore, condannato per rapina e tentato omicidio, ha scontato otto anni di carcere. Non ha mai chiesto scusa a Nasi. Dall’Irlanda, invece, arrivarono vicinanza e aiuto: televisioni e giornali mobilitarono raccolte fondi, mentre lo Stato riconobbe un risarcimento. La disabilità gravissima non fermò la sua voce. Nasi scelse la scrittura come strumento di resilienza: poesie, racconti e soprattutto Il lottatore (Golem Edizioni, 2019), un’autobiografia realizzata con lo scrittore Massimo Tallone. Un libro in tre movimenti: gli anni verdissimi della gioventù, la frattura biografica di Dublino, quindi lo sguardo avanti, persino ironico, per tenere a bada il buio.

Negli ultimi anni Nasi affrontava anche un parkinsonismo da trauma, una condizione che aveva imparato a riconoscere e nominare navigando in rete. Un capitolo ulteriore di una lotta quotidiana, raccontata con lucidità rara e un coraggio che non scadeva mai nella retorica.

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