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L'esposizione

La nuova esposizione ai Musei Reali: quando Beato Angelico incontra Bartholomäus Spranger

I Musei Reali di Torino inaugurano il 2026 con "Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger": confronto sul giudizio universale tra la visione pionieristica del Beato Angelico e la rilettura fiamminga

La nuova esposizione ai Musei Reali: quando Beato Angelico incontra Bartholomäus Spranger

Musei Reali di Torino aprono la stagione culturale del 2026 con un evento espositivo di eccezionale valore storico e artistico. Sebbene il palinsesto completo dell'anno verrà rivelato solo nella seconda metà di gennaio, la prima grande conferma riguarda la mostra dedicata a uno dei maestri indiscussi del Rinascimento italiano: Beato Angelico.

L'esposizione, intitolata Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto, aprirà al pubblico il 6 febbraio e proseguirà fino al 3 maggio.

L'iniziativa nasce come una mostra dossier, ovvero un approfondimento tematico focalizzato sul confronto tra due opere fondamentali. Il fulcro dell'evento è il tema del Giudizio Universale, analizzato attraverso due sguardi distanti oltre un secolo: l'interpretazione di Beato Angelico con la sua struttura prospettica pionieristica e la celebre fila di sepolcri scoperchiati al centro, opera che ha ridefinito il modo di rappresentare l'aldilà nel primo Quattrocento, e la reinterpretazione di Bartholomäus Spranger eseguita per Papa Pio V.

Beato Angelico, al secolo Guido di Pietro, è stato uno dei più influenti pittori del primo Rinascimento. Conosciuto anche come Fra Giovanni da Fiesole, entrò nell'ordine dei Domenicani intorno al 1420, unendo la sua vocazione religiosa alla sua produzione artistica. Il soprannome "Angelico", diffuso già poco dopo la sua morte e ufficializzato dal Vasari, rifletteva la convinzione che la sua pittura fosse ispirata direttamente da Dio. Il suo capolavoro più celebre è la decorazione del convento di San Marco a Firenze, dove affrescò le celle dei suoi confratelli con scene della vita di Cristo pensate per la meditazione. Sebbene fosse chiamato "Beato" per secoli dal popolo e dai posteri, è stato ufficialmente beatificato da Papa Giovanni Paolo II solo nel 1982, e proclamato Patrono degli Artisti nel 1984.

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