Cerca

il fatto

Le Vallette senza pediatra da mesi, 250 bambini costretti a spostarsi per le cure

Nel quartiere torinese di 13 mila abitanti il servizio manca da ottobre, attese e disagi per famiglie e nonni

Le Vallette senza pediatra da mesi, 250 bambini costretti a spostarsi per le cure

Nuova emergenza sanitaria nelle periferie di Torino. Nel quartiere Vallette, che conta circa 13 mila abitanti, da ottobre 2025 non è più presente alcun pediatra di libera scelta. Una situazione che costringe 250 bambini e le loro famiglie a spostarsi in altri quartieri per ricevere assistenza, aggravando i disagi soprattutto per chi non dispone di un’auto.

Il problema si inserisce in un quadro già critico per il distretto nord ovest dell’Asl Città di Torino, finito più volte sotto i riflettori per le difficoltà dei presidi territoriali di via del Ridotto, viale le Chiuse e via Foligno. Ora l’assenza del pediatra a Vallette riaccende le preoccupazioni sulla tenuta della medicina territoriale, in particolare nelle circoscrizioni 4 e 5.

Non è la prima volta che il quartiere si trova in questa condizione. Già nel 2018 Vallette era rimasta senza pediatra, ma in pochi mesi l’Asl era riuscita a individuare un professionista disponibile ad aprire l’ambulatorio almeno per alcune ore alla settimana, garantendo un servizio minimo e limitando gli spostamenti dei bambini malati sui mezzi pubblici. Oggi, invece, anche questa soluzione parziale è venuta meno.

Le speranze erano state riposte nell’avvio delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), previsto per l’inizio del 2026, che avrebbe dovuto favorire un maggiore coordinamento tra i pediatri di libera scelta. Tuttavia, nel distretto nord ovest l’AFT non è ancora stata costituita, nonostante gli annunci della Regione.

«Alla faccia dell’attenzione alla medicina territoriale e alle periferie - ha dichiarato ieri la consigliera regionale Monica Canalis -. Già nel 2018 il quartiere Vallette era rimasto senza pediatra, ma nel giro di qualche mese l’Asl aveva trovato un professionista che aprisse l’ambulatorio almeno qualche ora. Adesso ci risiamo».

Il risultato, denunciano i residenti, è un crescente senso di abbandono in una delle periferie più estreme della città, dove genitori e nonni sono costretti ad arrangiarsi per garantire le cure ai più piccoli. Una situazione che riapre il dibattito sulle priorità della sanità piemontese e sulla reale attenzione alla medicina di prossimità.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.