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L'incontro
16 Gennaio 2026 - 21:00
Un confronto a tratti acceso, segnato da preoccupazioni profonde sulla sicurezza e del futuro del quartiere. È così che ieri sera il sindaco Stefano Lo Russo è stato accolto alla Fondazione Amendola di via Tollegno 52, nel cuore di Barriera di Milano, per un incontro pubblico con i cittadini, uno dei 32 appuntamenti sui territori che l’amministrazione ha annunciato per i prossimi mesi.
A moderare la serata la consigliera Dem Caterina Greco e tra i volti all’ascolto tanti dei suoi, dall’ex consigliere Raffaele Gallo, alla consigliera regionale Nadia Conticelli, a Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7.
Ma fin dalle prime battute, come da intenzioni, sono stati i cittadini i protagonisti: la gestione delle foglie, l’immondizia in strada, il nodo della sicurezza, e poi il progetto di riqualificazione urbana Aurora–Barriera, ancora in divenire.
«È un progetto che non ci piace, speriamo venga modificato», commenta netta una signora. E Lo Russo - punto per punto, a tratti con toni accesi - salvo poi scusarsi di essersi infervorato - ha replicato, cercando di dirottare il pubblico da visioni semplicistiche.
«Degrado urbano, disagio sociale e carenze dei servizi sanitari, sono connessi». Il concetto più importante da veicolare, per il sindaco, quello della sicurezza sociale: «Noi riusciamo a metterla in campo se diamo occasione alle persone di trovare un lavoro, se non le facciamo sentire sole. Se ci occupiamo degli anziani».
Ma su alcuni casi di degrado, come quelli nelle piscine Sempione, chiama direttamente in causa la sanità regionale: «Chi va a farsi di crack nelle piscine Sempione non è un problema che può risolvere il Comune, se non c’è un servizio Asl che funziona», ha detto.
E poi ritorna sul nodo poliziotti: «Quando la Città chiama, non può aspettare. Mancano i poliziotti», ha sottolineato.
Un segnale chiaro: a Barriera il confronto è aperto, e la distanza col Palazzo Civico resta una delle sfide politiche più delicate per l’amministrazione.
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