Cerca

L'evento

“Voci dal Confine”: oltre le letture semplificate del conflitto israelo-palestinese

L'incontro con Elia Milani, corrispondente da Gerusalemme per 8 anni, in Sala Colonne, moderato dal vicepresidente di Nazione Futura e vicecapogruppo FdI Ferrante De Benedictis

“Voci dal Confine”: oltre le letture semplificate del conflitto israelo-palestinese

Un invito a superare il bianco e nero e ad abitare le sfumature della complessità. È questo il filo conduttore dell’incontro con Elia Milani, giornalista Mediaset e volto televisivo da Gerusalemme, che si è svolto venerdì 16 gennaio alle 16.30 presso Palazzo Civico, Sala delle Colonne.

Per otto anni Milani ha raccontato dal Medio Oriente uno dei conflitti più lunghi e stratificati che la storia contemporanea stia vedendo. E lo fa anche nel suo libro: Voci dal Confine.

Nel testo del libro – e nel dialogo con il pubblico – emerge la necessità di rifiutare le letture semplicistiche e di riconoscere le molteplici identità, storie e contraddizioni che attraversano quella terra.

A dialogare con Milani il vicecapogruppo FdI in Sala Rossa e vicepresidente del movimento Nazione Futura Ferrante De Benedictis, che ha sottolineato come Voci dal Confine cerchi di essere un antidoto alla superficialità imposta dal tempo e dalla comunicazione veloce, dalla notizia "già vecchia, che dura sempre meno". «Tra due colori, il bianco e il nero, esistono molti grigi – ha osservato – ed è lì che possiamo comprendere davvero». Un elemento centrale del dibattito è stato l’invito ad “andare oltre”: oltre le categorie rigide, oltre le etichette. A Gerusalemme, ha ricordato De Benedictis, la stessa città può avere tre nomi diversi, uno per ciascuna delle grandi religioni monoteiste. Un simbolo potente di una realtà che rifiuta definizioni univoche.

Nel suo intervento, Elia Milani ha raccontato il proprio percorso umano e professionale. «Ho studiato antropologia per due anni qui a Torino, ho fatto un master a Damasco e imparato l'arabo», ha spiegato. Arrivato a Gerusalemme a 33 anni per quello che doveva essere un incarico “veloce”, si è invece trovato a viverci per otto anni. «Credevo di sapere tutto – ha ammesso – avevo studiato arabo, vissuto a Damasco, ma ero presuntuoso. Molte dinamiche mi sfuggivano, e le ho comprese solo col tempo. C'è tanto "non detto" - aggiunge - che regola la vita quotidiana a Gerusalemme. Cercare casa a Gerusalemme Est è considerato filo-palestinese, a Ovest filo-israeliano. Non è scritto da nessuna parte, ma è così». Perché i confini, a Gerusalemme, sono tutt'altro che netti, e la sfida quella di raccontarla.

Il cuore del suo lavoro giornalistico è stato proprio questo: rendere accessibile la complessità senza banalizzarla, in un contesto mediatico segnato da tempi di attenzione sempre più ridotti. Un compito rischioso, ma necessario, soprattutto in televisione, dove bisogna parlare a un pubblico molto ampio. "Ho sentito l’urgenza di condividere storie e prospettive che in Italia non si conoscono minimamente». Voci dal Confine è nato così, scritto di notte, alla fine delle giornate di lavoro, mettendo insieme racconti e testimonianze – non tutte, ma quelle necessarie per restituire un quadro più umano e meno ideologico.

Tra gli interventi anche un momento dedicato alla dimensione religiosa del conflitto, con il richiamo al lavoro del Comitato Interfedi, rappresentato da Walter Nuzzo. Tra i presenti anche i consiglieri comunali Piero Abbruzzese (Torino Bellissima) e Silvio Viale (Radicali), presenti anche alle manifestazioni torinesi degli ultimi giorni contro il regime iraniano.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.