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IL DISCORSO

Il "fuoriprogramma" di Mattarella a Torino

Il presidente celebra i 430 anni della fondazione dell'Ufficio Pio

Il "fuoriprogramma" di Mattarella a Torino
Il  presidente della Repubblica in visita nella città sabauda. 
Sergio Mattarella, questa mattina a Torino, per la cerimonia per il 430esimo anniversario della fondazione dell'Ufficio Pio, storica realtà della Compagnia di San Paolo impegnata nel sostegno a persone in difficoltà. Accolto dalle istituzioni nelle Gallerie d'Italia come già pre-annunciato da diverse settimane. Ma c'è stato un "fuoriprogramma". 
Del presidente, infatti, era prevista la partecipazione, ma di un suo eventuale discorso si era incerti. Alla conclusione della mattinata, Mattarella è salito sul palco per tenere il suo (quasi inaspettato) discorso: "E' un piccolo fuori programma, ma impegnerò pochi istanti del vostro tempo".

Il discorso integrale

L'Ufficio Pio ha attraversato, come abbiamo ascoltato e tutti sappiamo bene, oltre quattro secoli, 430 anni in cui ha incontrato mutamenti profondi, ha accompagnato questa città attraverso i mutamenti profondi che in oltre quattro secoli si sono verificati, sia sul versante delle condizioni genericamente politiche, istituzionali, di assetti, di governo, sia sul versante sociale dei profondi mutamenti intervenuti costantemente nelle condizioni sociali. E l'ha fatto restando sempre uguale a se stesso.

Riuscire a farlo attraverso i cambiamenti così profondi che si incontrano attraverso tanti anni, tanti quattro secoli e più, è un'impresa di grande rilievo, perché l'Ufficio Pio è stato sempre guidato da due principi stabili, fermamente seguiti. L'autonomia rispetto al potere pubblico e l'attenzione più deboli alle condizioni di fragilità, l'intervento concreto di sostegno per le condizioni di fragilità. E con questi due principi è rimasto sempre uguale a se stesso, malgrado i profondi mutamenti che ha affrontato, che ha attraversato questa grande città.

Oggi, naturalmente, abbiamo altre condizioni rispetto ai secoli precedenti. Ne abbiamo avuto un'indicazione estremamente chiara e preziosa da quel che abbiamo letto e ascoltato dalle testimonianze che sono state proposte, che hanno raffigurato esigenze, attese, prospettive, sogni, progetti, percorsi per superare le difficoltà. E in questo oggi è impegnata la Fondazione Ufficio Pio, ed è una condizione che ha nuovi fronti da affrontare, nuove povertà che vi sono nel nostro Paese, in questa città come in tutte le altre del nostro Paese e non soltanto nel nostro Paese.

Ci sono condizioni specifiche che abbiamo anche ascoltato, le condizioni di difficoltà che caratterizzano aspetti di disagio di tanti giovani, le condizioni di migranti, le condizioni di difficoltà nell'approccio al lavoro, nella disponibilità di abitazione, tutti i problemi che stanno impegnando l'Ufficio Pio e che sono la frontiera per soggire, come dice la felice espressione adoperata, alla trappola della povertà. Per questo ho preso un po' abusivamente la parola, per esprimere l'apprezzamento per la storia dell'Ufficio Pio e per l'opera assolta non soltanto in questi 430 anni ma in questi nostri giorni e per gli auguri per l'attività futura che spiegherà sempre in questa dimensione impegni non di analisi astratte, ma impegni concreti, operativi, di sostegno operoso, per chi è in difficoltà, per chi è in condizioni di fragilità. Grazie per quanto fate e auguri

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