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Curiosità

Caramelle Gianduia, il dolce simbolo del Carnevale torinese. Ecco cosa sono

Dalla tradizione ottocentesca alle tavole di oggi, una specialità tutta sabauda

Caramelle Gianduia, il dolce simbolo del Carnevale torinese. Ecco cosa sono

Il Carnevale a Torino non è fatto solo di maschere e sfilate, ma anche di tradizioni gastronomiche che resistono nel tempo. Tra queste spiccano le Caramelle Gianduia, considerate da oltre un secolo uno dei dolci simbolo del Carlevè ’d Turin.

Specialità tipicamente torinese, le Caramelle Gianduia sono legate a doppio filo alla maschera popolare di Gianduja, da cui prendono il nome. Secondo la tradizione, il termine deriverebbe dall’espressione piemontese Gioann dla doja, ovvero “Giovanni del boccale”, in riferimento all’abitudine del personaggio di ordinare in osteria una doja di vino, il tipico recipiente in terracotta da due litri.

Fuori dal Piemonte sono poco conosciute, ma in città rappresentano una vera istituzione del periodo carnevalesco. Le prime testimonianze risalgono al 1880, anno in cui la fabbrica torinese De Coster, specializzata in cioccolato e caramelle, decise di recuperare e rilanciare questo dolcetto, contribuendo a fissarne la tradizione.

Le Caramelle Gianduia sono facilmente riconoscibili: hanno una forma rotonda ma sono confezionate in un caratteristico incarto esagonale, decorato con l’immagine colorata della maschera di Gianduja. Un dettaglio che le rende immediatamente identificabili sui banchi delle pasticcerie storiche.

Dal punto di vista della preparazione, si tratta di cialde di zucchero colato, aromatizzate con essenze di frutta come arancio, limone, fragola e mela. La lavorazione segue ancora metodi tradizionali: il composto viene preparato in recipienti di rame e poi colato su tavoli di marmo freddo, dove solidifica.

Da questo processo nascono le tipiche gocce trasparenti, confezionate singolarmente oppure in formati più grandi, pensati per essere spezzati e condivisi. Un gesto semplice, che richiama l’idea di convivialità legata al Carnevale.

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