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La curiosità
26 Gennaio 2026 - 12:15
Il luogo del sacrificio di Pietro Micca
Mentre i torinesi camminano nelle vie del centro cittadino, pochi metri sotto i loro piedi si snoda una rete di oltre 14 chilometri di gallerie.
Si dice che da Palazzo Reale partissero dei tunnel segreti che permettevano ai Savoia di spostarsi in diverse zone della città senza essere visti. Uno di questi tunnel avrebbe collegato il Palazzo alla Chiesa della Consolata e un altro al castello di Rivoli.
È la Torino sotterranea, un mondo che per secoli è stato fondamentale come difesa militare, dispensa alimentare e rifugio antiaereo.
Il fulcro di questo sistema è legato all'assedio del 1706, quando Torino fu cinta dai francesi. Il sistema di contromina della Cittadella era il più avanzato d'Europa: un intreccio di gallerie alte e basse progettato per intercettare i tunnel nemici. Un avvenimento cardine legato alla loro funzione riguarda Pietro Micca e l'assedio nella notte tra il 29 e il 30 agosto, evento cruciale della Guerra di Successione Spagnola. Quando i soldati stranieri riuscirono a sfondare una porta di una galleria superiore, Pietro Micca e un commando di minatori decisero di far saltare il tunnel per impedire l'accesso alla Cittadella. Poiché la miccia era troppo corta, Micca allontanò i compagni e diede fuoco alle polveri, morendo nell'esplosione ma salvando la città.
Per quasi due secoli la posizione esatta del sacrificio rimase un mistero. Fu solo nel 1958 che il colonnello Guido Amoretti ritrovò la scala dove Micca compì il suo gesto, permettendo oggi di visitare proprio quei gradini consumati dal tempo.
Ci sono almeno altri luoghi che raccontano curiosità incredibili come le Ghiacciaie di Porta Palazzo, enormi sale circolari di mattoni sotto al mercato più grande d'Europa. Erano i frigoriferi della città sabauda dove veniva accumulata la neve pressata che permetteva di conservare il cibo per mesi e che oggi sono state restaurate e sono visitabili sotto il Centro Palatino.
Un'altra interessante parte sotterranea è il rifugio antiaereo sotto piazza Risorgimento costruito durante la Seconda Guerra Mondiale. Poteva ospitare oltre 1.200 persone ed è rimasto praticamente intatto, con le scritte originali sui muri che indicavano le norme di comportamento durante i bombardamenti.
Un fatto curioso riguarda le cantine a più livelli, fino a tre o quattro, di molti palazzi del centro all'interno delle quali nobili e commercianti conservavano vini pregiati e merci così da proteggerle dal calore estivo.
Ma qual era la logistica dei tunnel? In un'epoca senza radio, come facevano i soldati sottoterra a sentire l'arrivo dei nemici? Utilizzavano dei tamburi con sopra dei piselli secchi o dei chicchi di riso che, appoggiati al terreno o alle pareti, vibravano a causa degli scavi dei nemici. Questo permetteva ai minatori sabaudi di capire esattamente da dove provenisse il pericolo e scavare in quella direzione per intercettarli.
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