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Adolescenti, in 4 anni triplicati i tentativi di suicidio in Piemonte. I medici piemontesi lanciano l'allarme

I segnali di disagio emergono sempre prima: «In ospedale vediamo sempre più spesso ragazzi di 10-11 anni»

Adolescenti, in 4 anni triplicati i tentativi di suicidio in Piemonte. I medici piemontesi lanciano l'allarme

Adolescenti, in 4 anni triplicati i tentativi di suicidio in Piemonte. I medici piemontesi lanciano l'allarme

C'è un numero che più di ogni altro esprime il malessere degli adolescenti torinesi e piemontesi: in 4 anni, i tentativi di suicidio sono aumentati del 249%.

E' il dato più preoccupante (ma, purtroppo, non l'unico) che emerge dal focus pubblicato dall'Ordine dei medici di Torino nella propria rivista trimestrale "Il Punto". Un dato che più di ogni altro è lo specchio di un malessere diffuso tra gli adolescenti. Malessere che  si manifesta in forme diverse:  violenza di strada, autolesionismo, isolamento sociale, suicidi, l’abbandono del dialogo con amici e genitori optando per una relazione virtuale con le chatbot.

A Torino e in Piemonte, i dati sono allarmanti. A esporli è Antonella Anichini, neuropsichiatria infantile, responsabile del Day hospital psichiatrico terapeutico dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino e che sottolinea come i disagi si manifestino sempre prima: «Si registra un significativo abbassamento dell’età di esordio: se il picco si collocava intorno ai 14 anni, oggi vediamo sempre più spesso ragazzi di 10-11 anni, e anche più piccoli». Secondo uno studio multicentrico universitario, le consulenze di neuropsichiatria infantile del Dipartimento di emergenza e accettazione del Regina Margherita sono aumentate da 319 nel 2018 a 1.694 nel 2022, stabilizzandosi poi su questa tendenza molto elevata. Un aumento del 294% dei disturbi alimentari, del 297% dell’ideazione suicidaria e del 249% dei tentativi di suicidio. «Gli adolescenti arrivano in ospedale con un mix di sintomi: oltre il 30% delle richieste riguarda agitazione psicomotoria, il 20% disturbi alimentari, il 17% un tentativo di suicidio o un’importante ideazione suicidaria e autolesionismo, il 16% ansia acuta». Sempre più adolescenti in cerca di aiuto che però devono fare i conti anche con una carenza di personale medico e lunghe liste d’attesa. «Nel 40-50% dei casi i ragazzi avrebbero bisogno di un percorso intraospedaliero, ma il reparto dell’ospedale Infantile dispone di 18 letti, unico riferimento regionale per la psicopatologia acuta e complessa adolescenziale, con un tasso di occupazione sopra al 100% , salita fino al 200% durante il Covid». In mancanza di posti, vengono in aiuto le pediatrie interne del Regina Margherita o le pediatrie, cosiddette “rafforzate”, delle Asl. Un percorso semi-residenziale di day hospital psichiatrico terapeutico, che consente di mantenere i ragazzi nel loro contesto di vita in collaborazione con Asl e scuole, è una delle iniziative avviate al Regina Margherita. «E nel 2020 si è aggiunto un percorso pomeridiano-serale per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, aumentati del 191% fino a rappresentare circa il 50% degli accessi totali, passati da 3.000 nel 2021 a 5.170 nel 2024».

«Riteniamo che l’Ordine dei Medici non possa non aprire una riflessione approfondita su un problema di questa rilevanza per la salute delle giovani generazioni - commenta il presidente di OMCeO, Guido Giustetto - Questo malessere così diffuso è riscontrato ogni giorno dai medici al pronto soccorso, dove arrivano accompagnati da genitori sempre più disorientati e confermato dai dati in costante crescita forniti dai neuropsichiatri, preoccupati per la carenza di posti letto dedicati a pazienti sempre più giovani che necessitano di un approccio multidisciplinare».

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