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Curiosità & Tendenze
29 Gennaio 2026 - 07:40
Foto di @saracamporesi.it
Immagina di poter fare i re e le regine per un giorno senza bisogno di corone o troni: a Torino (e nel Piemonte) basta scegliere la residenza sabauda giusta e lasciarsi stupire. Da Venaria alla collina torinese, il territorio si trasforma in un parco giochi barocco, con gallerie di specchi, giardini all’italiana e castelli che sembrano usciti da un film. E via, alla caccia del selfie perfetto.

A pochi chilometri, la Palazzina di Caccia di Stupinigi racconta un’altra faccia della vita di corte: quella delle battute di caccia e delle feste in campagna. Costruita tra il 1729 e il 1733 su progetto di Filippo Juvarra, è uno dei capolavori del rococò piemontese, con un salone centrale ellittico sormontato da una cupola decorata da un cervo in bronzo, simbolo della caccia. La struttura a croce si apre sui boschi circostanti, trasformando la palazzina in una residenza da weekend ante litteram, dove la nobiltà sabauda si ritirava per svago e convivialità.


Poco distante, Palazzo Madama racchiude secoli di stratificazioni: dalle mura medievali di un antico castello difensivo alle eleganti linee barocche della facciata progettata da Filippo Juvarra. Nel Seicento diventa residenza di Maria Cristina di Borbone e poi di Maria Giovanna Battista di Savoia‑Nemours, che ne fa una dimora sfarzosa, mentre la facciata settecentesca “maschera” l’antico nucleo medievale. Oggi domina piazza Castello come un salotto a cielo aperto, tra passato militare, vita di corte e spazi museali.
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Sulle rive del Po, il Castello del Valentino ha origini cinquecentesche: costruito nella seconda metà del XVI secolo per volontà di Emanuele Filiberto di Savoia, si sviluppa in forme ispirate all’architettura francese, con torri agli angoli e tetti mansardati. Nel Settecento e nell’Ottocento viene rimaneggiato in chiave eclettica e “da castello romantico”, con gallerie e terrazze che aprono sulla città. Oggi ospita i Dipartimenti di Architettura del Politecnico e diventa un luogo di studio e di vita universitaria, immerso in un parco frequentato da studenti, runner e ciclisti.
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Sulla collina torinese, Villa della Regina è una residenza pensata per chi ama la vista perfetta. Edificata a partire dal 1615 per il cardinale Maurizio di Savoia su disegni attribuiti ad Ascanio Vitozzi, si sviluppa come villa di campagna in stile manierista‑barocco, con giardini terrazzati, vigneti storici e un asse visivo che punta dritto sulla città e sulla Mole Antonelliana. Nel Settecento viene ampliata e arricchita, diventando una “villa‑giardino” dove la natura e l’architettura dialogano in un equilibrio quasi cinematografico.

Questi sono solo una parte delle spettacolari sale reali torinesi, arricchite da bellezze come il castello di Moncalieri, Racconigi o di Govone. Non è un caso se tutte queste residenze sabaude sono patrimonio UNESCO: insieme formano un sistema di 22 palazzi e ville che, tra Seicento e Ottocento, trasformano Torino e il suo hinterland in un itinerario regale, dove storia, arte e paesaggio si fondono a pochi minuti da casa.
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