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le dichiarazioni

Scontri a Torino, Mattarella e Meloni: “Lo Stato non arretra”

Telefonata a Piantedosi e solidarietà agli agenti feriti

Scontri a Torino, Mattarella e Meloni: “Lo Stato non arretra”

 Dopo le violenze scoppiate durante il corteo per Askatasuna, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendogli di trasmettere la propria solidarietà all’agente aggredito e a tutti i poliziotti rimasti feriti negli scontri. Lo ha reso noto il Quirinale, sottolineando la vicinanza del Capo dello Stato alle Forze dell’ordine impegnate nella tutela della legalità.

Un messaggio che si affianca alla presa di posizione netta del governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato duramente quanto accaduto a Torino, parlando di aggressioni violente e non di dissenso: «Difendere la legalità non è una provocazione, è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di chi agisce nell’impunità». Secondo il premier, gli scontri sarebbero stati il risultato di un’azione organizzata, scatenata dopo lo sgombero di un immobile occupato abusivamente, utilizzato come pretesto per incendi, lanci di bombe carta e attacchi alle forze di polizia.

Dal Colle e da Palazzo Chigi arriva dunque una linea comune: piena vicinanza agli agenti colpiti e ferma condanna di chi, dietro la protesta, sceglie la strada della violenza. Per il governo, non si tratta di manifestanti ma di soggetti che colpiscono lo Stato e chi lo rappresenta, e che per questo devono essere perseguiti senza ambiguità.

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