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cultura

Torino riscopre i Briganti: il Museo del Risorgimento fa il pieno di visitatori

A gennaio registrato un +40% di ingressi per l’esposizione dedicata al brigantaggio

al Museo del Risorgimento “briganti!” riapre i nodi irrisolti della storia italiana

 Il brigantaggio non è più soltanto un'etichetta sbrigativa o una leggenda nostalgica, ma una lente per osservare le ferite mai del tutto rimarginate dell'Unità d'Italia. A Torino, il Museo Nazionale del Risorgimento ha registrato nel solo mese di gennaio un balzo del 40% nelle visite, segno di un rinnovato interesse per un racconto storico meno monumentale e più critico.

La mostra “briganti! storie e immagini dal risorgimento a oggi”, curata con un approccio plurale dalla presidente Luisa Papotti e dal direttore Alessandro Bollo, si propone di analizzare il fenomeno oltre le strumentalizzazioni. "Il museo ha la responsabilità di affrontare i nodi irrisolti della storia italiana", hanno sottolineato i vertici dell'istituzione durante la presentazione del catalogo edito da Allemandi, realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

Il percorso espositivo, che resterà aperto fino al 6 marzo, non si limita alle sale: domani, mercoledì 4 febbraio alle ore 18:00, lo storico Gianni Oliva dialogherà con la direttrice scientifica Silvia Cavicchioli. Sarà un confronto atteso per capire quanto quelle antiche fratture pesino ancora oggi nelle periferie sociali del Paese. Un'operazione culturale necessaria per tornare alla storia e, attraverso di essa, leggere con più lucidità il nostro presente.

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