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Curiosità
13 Febbraio 2026 - 16:00
Un ritorno in formato ridotto, ma dal forte valore storico. A cent’anni dalla scomparsa, Regina Margherita di Savoia torna a farsi vedere – e circolare – grazie a un nuovo francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane nel centenario della morte, avvenuta nel 1926.
Un omaggio che riporta al centro una delle figure più riconoscibili della monarchia italiana: moglie di Umberto I, icona di stile, protagonista di una stagione storica segnata da contrasti politici e sociali, ma anche da un’immagine pubblica costruita con cura e carisma.
L’emissione filatelica celebra non solo la sovrana, ma un’intera epoca. Margherita, appartenente al ramo dei Savoia-Genova, seppe conquistare una popolarità trasversale, affascinando élite e popolo, nonostante posizioni spesso considerate conservatrici. Eleganza, presenza scenica e attenzione all’apparenza la resero una delle regine più riconoscibili del suo tempo.
Il francobollo, valido per la posta ordinaria in Italia, riproduce un dettaglio del dipinto Ritratto della Regina Margherita con costume tipico di Gressoney, realizzato nel 1890 dal pittore Giuseppe Bertini. L’opera è custodita al Castel Savoia, residenza legata alle villeggiature della sovrana.
Sul fondo dell’immagine compare la Valle del Lys, scelta da Margherita come meta privilegiata dei soggiorni alpini. Un dettaglio tutt’altro che casuale: la regina fu anche appassionata alpinista, un interesse insolito per una donna del suo tempo, che contribuì a rafforzare il suo legame con le Alpi e con la Valle d’Aosta.
Il bollettino illustrativo che accompagna l’emissione è firmato da Ugo d’Atri, presidente dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, che ricorda una sovrana capace di imporsi come vera icona di stile a livello europeo, grazie al gusto per la moda e per i gioielli.
Accanto al ruolo istituzionale, Margherita fu anche promotrice di arte e cultura. Celebri i ritrovi settimanali al Quirinale, frequentati da intellettuali italiani ed europei come Ruggiero Bonghi, Theodor Mommsen e Ferdinand Gregorovius.
E poi c’è il dettaglio che l’ha resa immortale anche fuori dai libri di storia: la pizza Margherita, dedicata a lei e diventata simbolo gastronomico nazionale, con i colori del Tricolore. Un elemento che ha contribuito a costruire l’immagine di una regina capace di entrare nell’immaginario collettivo.
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