l'editoriale
Cerca
Dal vivo
15 Febbraio 2026 - 06:00
Roberta Bruzzone, ligure, ha studiato a Torino
Appena ieri in Piemonte, a Nizza Monferrato, si sono tenuti i funerali della piccola Zoe che a soli 17 anni, è stata uccisa da Alex Manna, un ragazzo di 20, presumibilmente per via di un rifiuto.
Ecco, ce lo abbiamo sotto gli occhi quell’amore tossico di cui Roberta Bruzzone, psicologa forense e criminologa - ligure poi trasferitasi a Torino per via degli studi - parla nei teatri italiani attraverso la conferenza spettacolo dal titolo “Amami da morire - Anatomia di una relazione tossica” in arrivo al Teatro Colosseo il 18 febbraio.
Un volto noto il suo, per via delle tante ospitate in tv: attualmente fa parte del cast di opinionisti di “Quarto Grado”, dove è approdata dopo l’addio a “Ore 14” di Milo Infante. Ma è a teatro che la Bruzzone lascia da parte casi di cronaca e supposizioni per mettersi al servizio delle vittime.
E i carnefici? Possono essere aiutati?
«No, per il narcisista realmente patologico non c’è possibilità di guarigione», ci racconta.
La legge ci crede, però, non a caso è stato istituito il reato di femminicidio.
«L’inasprimento di natura legislativa non può cambiare alcunché. Questi uomini quando decidono di uccidere non si fermano, non c’è nulla che li possa tenere, la pena, la detenzione, nulla. Quando decidono di uccidere lo fanno e basta, senza pensare alle conseguenze».
E quando un narcisista o una narcisista decide di uccidere?
«Quando perde il controllo sulla sua vittima, come i casi di cronaca testimoniano».
Quindi sono le vittime che si rivolgono di più a lei e a cui è destinato lo spettacolo?
«Certo, lo spettacolo approfondisce la fase della manipolazione e allo stesso tempo fornisce gli strumenti per neutralizzarla e combatterla. È molto d’impatto, il ritmo è incalzante anche grazie al supporto della musica, e i meccanismi che vengono spiegati in maniera scientifica».
Mi sembra di capire che anche chi è vittima di un amore tossico sia malato, è corretto?
«Le vittime diventano dipendenti tanto che faticano a staccarsi dal loro carnefice. È una dipendenza neurologica che crea astinenza, è un’intossicazione e va gestita come tale».
Però, possediamo tutti un po’ di narcisismo, chi rischia di diventare pericoloso?
«Un aspetto narcisistico benevolo lo abbiamo tutti, ma essere patologici è un’altra cosa, in quel caso si assume un atteggiamento distruttivo».
È difficile riconoscere un individuo patologico?
«No, per chi è abituato no».
Parlando con lei, non ci si può esimere da una riflessione su Garlasco: lei sembra molto convinta dell’innocenza di Sempio e della colpevolezza di Stasi.
«La condanna di Stasi non è arrivata per caso. Questa indagine non sta dando nulla, non mette Sempio sulla scena del crimine, non c’è nulla dal punto di vista scientifico. Nonostante ciò, credo che a questo punto Andrea Sempio sia comunque rinviato a giudizio. Poi si vedrà, però, come andrà a finire».
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..