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Guai per il patron
24 Febbraio 2026 - 12:50
Dopo il letame e lo striscione dei tifosi del Toro, anche lo sciopero dei giornalisti per Urbano. L’assemblea dei giornalisti de La7 è pronta a fermarsi, se dall’azienda non arriveranno risposte su due nodi considerati non più rinviabili: i forfait giudicati “palesemente irrisori e incongrui” con cui, secondo i redattori, si eluderebbero i contratti; e il pagamento delle incidenze domenicali, finito al centro di un braccio di ferro che chiama in causa anche la Corte di Cassazione.
Nella nota diffusa dall’assemblea dei giornalisti de La7 si parla di “sconcerto” per il rifiuto dell’azienda di riconoscere ai neoassunti la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) e degli accordi integrativi aziendali. Il punto contestato è l’uso di forfait “irrisori” che, sempre secondo i giornalisti, aggirerebbero le previsioni contrattuali, creando un doppio binario tra chi entra oggi in redazione e chi è già in organico. È solo una questione di numeri? O in gioco c’è il principio, fondante per qualsiasi redazione, che a parità di lavoro corrispondano tutele e trattamenti allineati?
Il secondo fronte riguarda le incidenze domenicali, ossia quella voce prevista dal contratto nazionale per il lavoro svolto la domenica e riconosciuta in busta paga. L’assemblea denuncia un “dietrofront aziendale”: al tavolo sindacale, spiegano i giornalisti, la società avrebbe comunicato la volontà di uniformarsi a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione; salvo poi non dare seguito al pagamento. “I giudici hanno riconosciuto ai giornalisti de La7 il diritto a percepire in busta paga questa voce del contratto nazionale così come avviene per tutti i colleghi delle altre testate, anche nel gruppo Cairo”, si legge nella nota. Una sottolineatura che amplia il perimetro della vicenda oltre i confini della singola emittente.
L’assemblea ha dato mandato al comitato di redazione (Cdr) di attivarsi anche per le vie legali, con un obiettivo preciso: ottenere il rispetto del CCNL e dell’integrativo aziendale per i neoassunti e l’applicazione concreta della decisione della Cassazione, anche per il pregresso. Un passaggio non solo formale, se si considera che il Cdr ha già in dote un pacchetto di giorni di sciopero: l’assemblea chiede di utilizzarlo “con effetto immediato” nel caso in cui l’imminente incontro con l’azienda sui due punti in questione si chiudesse senza esito.
In altre parole, i giornalisti sono pronti a incrociare le braccia.
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