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il sit-in

Il presidio pro-ayatollah fa flop: piazza Castello è semi-deserta

Presenti appena 300 persone (tra cui qualche membro di “aska”). E il 14 marzo c’è il corteo regionale

Il presidio pro-ayatollah fa flop: piazza Castello è semi-deserta

Il presidio pro-ayatollah fa flop: piazza Castello è semi-deserta

Un sit-in con meno pubblico rispetto a quello che, in questi giorni, abbiamo visto a Torino e in altre città italiane per festeggiare la fine del regime in Iran. Erano appena 300 le persone che si sono date appuntamento in piazza Castello per chiedere al governo Meloni di «mettersi all'opera per fermare la guerra in Iran e in tutto il territorio del Medio Oriente». All'iniziativa “Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli”, promossa dalla Cgil e dalle sigle Acli, Anpi, Arci e Associazione Donne Vita e Libertà, hanno partecipato anche i partiti Pd, Avs e Rifondazione Comunista, oltre a Torino per Gaza. Un sit-in che, fin dal suo annuncio, era stato duramente criticato. Pioggia di critiche e anche di insulti, sui social, da parte degli iraniani di Torino. In piazza erano presenti coloro che, da sempre, sostengono la causa della Palestina. E c’erano anche alcuni membri dello sgomberato centro sociale Askatasuna. Pro-Pal come il predicatore Brahim Baya. Che ha detto: «Con l’Iran si apre un nuovo fronte di guerra. Quello di Israele e Stati Uniti è un attacco terroristico e coloniale. E ne pagheremo tutti le conseguenze».

Tra i politici presenti, Alice Ravinale, consigliera regionale di Avs. «Le critiche al presidio? Capisco gli iraniani che hanno vissuto oltre 40 anni di regime, ma l’attacco di Usa e Israele è gravissimo - ha affermato - e rischia di aumentare l’escalation bellica in Medio Oriente». Tra gli iraniani presenti ieri pomeriggio, c’era Samir Garshasbi. «Non sono tra gli iraniani che hanno festeggiato la fine del regime? I bombardamenti - ha sottolineato - non portano mai la democrazia. Avrei preferito vedere Ali Khamenei processato in un tribunale, piuttosto che ucciso». Intanto, le mobilitazioni continuano: domani alle 17, sempre in piazza Castello, ci sarà un raduno contro la leva militare, in solidarietà alle manifestazioni in Germania. E il 14 c’è il corteo regionale. In piazza, ci saranno nuovamente i Pro-Palestina.

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