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Il giallo

Si chiude con quattro condanne il caso dell’eredità milionaria della signora Pinuccia

Due anni e quattro mesi al presunto erede per frode informatica e sostituzione di persona. Caduta l’accusa di circonvenzione di incapace

Si chiude con quattro condanne il caso dell’eredità milionaria della signora Pinuccia

Giuseppina Maria Rista, per tutti “Pinuccia” e il principale imputato, Enzo Pinelli

Si è concluso il processo di primo grado sul misterioso caso dell’eredità da quasi 6 milioni di euro lasciata da Giuseppina Maria Rista, per tutti “Pinuccia”, la donna di 71 anni morta nei primi mesi del 2021 senza che nessuno sapesse dell’esistenza del suo enorme patrimonio.

La vicenda aveva attirato l’attenzione per la difficoltà di ricostruire i reali rapporti tra la donna e il principale imputato: Enzo Pinelli, 57 anni, commerciante italiano che sosteneva di aver avuto una relazione sentimentale con Pinuccia e di essere stato nominato suo erede universale. I giudici del tribunale di Torino hanno condannato Pinelli e uno dei suoi complici a due anni e quattro mesi di reclusione per frode informatica e sostituzione di persona, facendo però cadere l’accusa più grave di circonvenzione di incapace, dato che non vi sarebbero prove sufficienti per dimostrare che la donna fosse incapace al momento della redazione del testamento.

Le altre due persone coinvolte come presunti complici di Pinelli hanno ricevuto condanne di un anno e otto mesi ciascuno, sempre per frode informatica e sostituzione di persona. L’indagine era partita nell’ottobre del 2021, dopo che una banca aveva segnalato un bonifico anomalo di 12mila euro riconducibile ai conti della defunta. Da lì le verifiche della polizia giudiziaria, dalle quali era emerso un patrimonio di quasi 6 milioni di euro tra conti correnti e immobili, sconosciuto prima della morte della donna.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo il decesso di Pinuccia sarebbero stati aperti conti online usando i suoi codici personali e la carta d’identità trovata in casa; parte di queste operazioni finanziarie avrebbe portato alla sottrazione di somme senza l’autorizzazione degli aventi diritto. La vicenda tutt’ora resta poco chiara. Amici e parenti della donna hanno raccontato di non aver mai sentito nominare Pinelli prima della sua apparizione nel testamento, e di non conoscere alcun rapporto tra i due. I beni e le ricchezze appartenuti a Pinuccia restano per ora congelati e gestiti da un curatore nominato.

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