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Presa a pugni da un nomade in strada, consigliera finisce in ospedale

Verangela Marino aggredita in via Ghedini, dove da tempo si convive con il problema degli abusivi

Presa a pugni da un nomade in strada, consigliera finisce in ospedale

Presa a pugni da un nomade in strada, consigliera finisce in ospedale

Prima l’ha scaraventata contro l’automobile, poi l’ha presa a pugni e se n’è andato, lasciandola a terra svenuta e dolorante.
Teatro dell’aggressione è via Ghedini 12, quartiere Regio Parco a Torino, dove da molto tempo ormai si trascina il problema delle occupazioni abusive nelle case Atc da parte dei nomadi. E proprio uno di loro sarebbe l’uomo che lunedì sera ha aggredito e mandato all’ospedale la consigliera di Circoscrizione 6 Verangela Marino, battagliera capogruppo di Fratelli d’Italia che ha pagato in prima persona la sua costante presenza nel quartiere. «L’altra sera - racconta lei stessa - i residenti mi hanno chiamata perché quell’uomo aveva gettato rifiuti in tutta la strada, svuotando i cassonetti, urlando e sbraitando». Il resto lo racconta il video di una telecamera di videosorveglianza che ha ripreso tutta la scena.

Sono le 21.06 quando la Marino arriva sul posto. Ferma l’auto ma in pratica non fa neanche in tempo a scendere: l’uomo le vola addosso, la scaraventa contro la fiancata, lei reagisce ma parte un pugno che la colpisce al petto e la manda a terra, priva di sensi. Poi l’uomo scappa mentre alcuni passanti soccorrono la Marino che trascorrerà la notte al pronto soccorso del San Giovanni Bosco da dove sarà poi dimessa con una prognosi di 4 giorni. Il giorno successivo, nella voce della consigliera, che in passato era già stata aggredita altre volte mentre testimoniava situazioni al limite della legalità nella zona nord della città, si avverte ancora la paura: «Pensavo mi ammazzasse, era totalmente fuori controllo».

Oggi la Marino sporgerà denuncia alla polizia, cui ha già comunicato il nome dell’uomo. Anche perché lo conosce bene: «Mi aveva già minacciata più volte - spiega - dicendomi che lì non dovevo più andare e di fare attenzione. Fa parte del gruppo che occupa abusivamente gli appartamenti Atc anche se lui dorme in una roulotte». La paura non le ha fatto passare lo spirito battagliero: «Non mi fermo - conclude - continuerò a fare il mio lavoro, anche in via Ghedini».

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