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Economia di guerra

Leonardo alza il dividendo (+21%) e decolla in Borsa: il piano 2030 punta sullo scudo spaziale

Balzo del 7,8% a Piazza Affari, cedola a 0,63 euro, guidance 2026, assunzioni e scudo spaziale

Leonardo alza il dividendo e decolla in Borsa: il piano 2030 punta sullo scudo spaziale

Quando i mercati applaudono di primo mattino, di solito c’è più di un numero a dare la scossa. Nel caso di Leonardo, quel più 7,84% attorno alle 10.30 a Piazza Affari è diventato il segnale di una rotta chiara: dividendi in crescita, conti in accelerazione e un orizzonte industriale che mette al centro il Michelangelo Dome, lo “scudo spaziale” italiano. È solo euforia da Borsa o la prova che sta cambiando la traiettoria del gruppo guidato da Roberto Cingolani, con la spinta non indifferente dei venti di guerra? I dati diffusi oggi giovedì 12 marzo, a mercati ancora chiusi, offrono una risposta solida.


Il balzo a Piazza Affari
Il titolo Leonardo ha aperto la seduta con un guadagno del 7% a 64,7 euro, per poi spingersi fino a +7,84% in mattinata. Uno strappo che ha accompagnato la pubblicazione dei conti 2025 e la nuova guidance, dentro un contesto internazionale che, per stessa ammissione del gruppo, continuerà a sostenere i risultati nel 2026.

I numeri del 2025: crescita a doppia cifra e cedola più ricca
- Cedola a 0,63 euro per i circa 11.000 azionisti, +21% sul 2024, in linea con la promessa fatta al mercato in sede di preconsuntivo; dividend yield all’1%. - Ordini a 23,8 miliardi (+15% anno su anno). - Ricavi a 19,5 miliardi (+11%). - Ebita a 1,75 miliardi (+18%). - Risultato netto adjusted a 1 miliardo (+19%). - Free operating cash flow a 1 miliardo (+21%). - Indebitamento netto quasi dimezzato a 1 miliardo (-44%). Numeri che raccontano una macchina operativa più efficiente e una bilancia finanziaria alleggerita, con la remunerazione agli azionisti che cresce pur restando coerente con un profilo ancora orientato allo sviluppo.



La guidance 2026: target in crescita e leva sotto controllo
Per il 2026 Leonardo indica: - Ordini intorno a 25 miliardi. - Ricavi attorno a 21 miliardi. - Ebita a 2,03 miliardi. - Free operating cash flow vicino a 1,11 miliardi. - Indebitamento netto a circa 800 milioni. Una traiettoria che beneficia della domanda globale in ambito difesa e sicurezza e di un portafoglio ordini sempre più robusto.

Piano al 2030 e oltre: volumi in aumento, margini in spinta
Il nuovo aggiornamento del piano industriale estende la visibilità fino al 2030: - Ordini a 32 miliardi, ricavi a 30 miliardi. - Ebita vicino a 3,6 miliardi. - Free operating cash flow oltre 2 miliardi. - Le stime non includono Iveco Defence Vehicles. Nel periodo 2026-2030 il gruppo attende: - Ordini cumulati per 142 miliardi (crescita media annua del 6,1%). - Ricavi cumulati per 126 miliardi (cagr +9%). - Crescita a doppia cifra per ebita (+15,5%) e flusso di cassa (+15,3%).

Michelangelo Dome: lo scudo che alimenta la pipeline
Il Michelangelo Dome è la scommessa tecnologica e commerciale più ambiziosa: uno scudo di difesa integrato, con piena interoperabilità fra domini (terrestre, spaziale, navale, aereo) secondo il modello “One Company”. Per Leonardo vale opportunità di business stimate in 21 miliardi nei prossimi dieci anni: 6 miliardi tra il 2026 e il 2030 e ulteriori 15 miliardi tra il 2031 e il 2035. Effetti a catena su elettronica, cyber, droni, piattaforme spaziali e intelligenza artificiale. Una cupola? Più che altro una costellazione di competenze, pensata per minacce sempre più ibride.



Capitale, disciplina e persone: la regia della crescita
La strategia di allocazione del capitale resta “disciplinata”, a sostegno di crescita organica e inorganica e di un incremento della remunerazione per gli azionisti. In agenda: - Investimenti per rafforzare il core business e acquisizioni mirate. - Aumento dei dividendi. - Leverage sotto 0,8x entro il 2028. - Piano assunzioni: organico da 62.700 a 75.500 entro il 2030, con il 55% di giovani under 30, il 70% profili Stem e il 30% di donne.

Le linee di business: dove crescerà di più
- Elettronica per la Sicurezza: ambizione di leadership europea e rafforzamento negli Usa; crescita attesa di ordini +4,8%, ricavi +8,5%, ebita +12,1%. - Elicotteri: mantenimento della leadership globale; ordini +4%, ricavi +3,7%, ebita +6,4%. - Velivoli: consolidamento dei programmi internazionali e dei servizi di training; ordini +2,1%, ricavi +9%, ebita +7,6%. - Aerostrutture: nuova partnership paritetica, ruolo di fornitore rafforzato; ordini +12,9%, ricavi +17,8%. - Cybersecurity: espansione come key player europeo; ordini +13,7%, ricavi +14,5%, ebita +21,5%. - Spazio: il balzo più ampio; ordini +20,7%, ricavi +20,2%, ebita +26,4%, anche attraverso la joint venture Bromo con Airbus e Thales.

Il contesto delle minacce: perché cambiano le priorità
Missili ipersonici, vettori balistici, droni e attacchi cyber stanno cambiando natura, velocità e scala del rischio. La sicurezza, avverte Leonardo, non è più un recinto militare: investe la continuità economica e sociale. Infrastrutture critiche, trasporti, agricoltura, servizi finanziari, manifattura, energia e chimica sono oggi esposti a rischi interconnessi. Se la posta in gioco è così ampia, non sorprende la spinta a soluzioni integrate e interoperabili.

La voce di Roberto Cingolani
«Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo piano industriale, oltre ogni previsione», afferma il ceo Roberto Cingolani. «Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity». E ancora: «Il recente lancio del Michelangelo Dome è la concreta applicazione della visione multidominio, architettura di difesa integrata e aperta per rispondere a minacce sempre più ibride».

Cosa guardare ora: esecuzione e mercato
- Capacità di tradurre il Michelangelo Dome in contratti e deployment nei tempi previsti. - Tenuta della domanda in Europa e negli Usa, in un ciclo geopolitico favorevole ma non privo di variabili. - Disciplina finanziaria verso il leverage sotto 0,8x entro il 2028. - Potenziale ulteriore upside dalle aree non incluse nelle stime (come Iveco Defence Vehicles). Se la Borsa ha già dato un primo verdetto, i prossimi trimestri diranno quanto lo “scudo” e la strategia One Company sapranno trasformare ambizione in cassa, tecnologia in margini, visione in risultati misurabili.

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