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madonna di stupinigi

Il ritorno del veggente a Stupinigi: dopo 32 anni pregherà sul luogo delle apparizioni mariane

Da più di 20 anni Eugenio Pailo non appare in pubblico: «Pregheremo per la pace». Invitati l'arcivescovo e il vice, allertati la questura e i carabinieri

Il luogo delle apparizioni a Stupinigi. A lato, Eugenio Pailo negli anni ‘90 e, sotto, oggi

Il luogo delle apparizioni a Stupinigi. A lato, Eugenio Pailo negli anni ‘90 e, sotto, oggi

Sabato 11 aprile 2026. È questa la data che i fedeli di Stupinigi hanno segnato sul calendario con un circoletto rosso e che da qualche ora è evidenziata anche in Curia a Torino. Eugenio Pailo, il veggente di Stupinigi diventato famoso negli anni ‘90 perché la Madonna gli sarebbe apparsa più volte, dopo 25 anni di “esilio” in Spagna tornerà in Italia e l’11 aprile, a distanza di 32 anni esatti dalla prima apparizione, tornerà a pregare a Stupinigi. Un evento del quale sono già stati informati e cui sono invitati a partecipare sia il cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino, che il suo vice, monsignor Alessandro Giraudo.

Eugenio Pailo, oggi 63enne, divenne celebre negli anni ’90: all’epoca era un operaio Fiat e l’11 aprile 1994 affermò di essere stato testimone dell’apparizione della Madonna mentre stava andando al lavoro. La “Bella Signora” gli sarebbe apparsa in una piazzola ai margini del parco di Stupinigi e il miracolo si sarebbe ripetuto più volte, fino all’ottobre 2001. Le parole di Pailo attirarono migliaia di persone da tutta Italia, pronte a credere a lui e ai messaggi che la Vergine gli avrebbe affidato. Poi, terminate le apparizioni, Pailo “sparì”: non parla in pubblico dal 2004 quando «su suggerimento - sostiene chi lo conosce - della Chiesa» si ritirò a vita privata ed emigrò in Spagna con l’intenzione di diventare sacerdote. Iniziò il noviziato con il nome di Francesco Pio, lo interruppe poi per motivi personali ma rimase a Madrid, dove vive ancora oggi. Ospite di una comunità, fa apostolato nelle piazze principali della capitale spagnola e non è insolito incontrarlo mentre parla ai passanti per portare loro il messaggio di Gesù e quello affidatogli dalla Vergine nelle sue apparizioni.

Apparizioni che nel frattempo sono riprese e che vengono comunicate ai fedeli, che in questi anni non hanno mai smesso di riunirsi in preghiera a Stupinigi, tramite l’associazione “Figli missionari dell’Immacolata della Madonna di Stupinigi” di cui è presidente Ignazio Bianco: «Continuiamo a diffondere il messaggio di Eugenio, nostro presidente onorario - spiega - e abbiamo accolto con emozione l’annuncio del suo imminente ritorno. Speriamo e crediamo che quel giorno ci sarà molta gente e ci stiamo organizzando: oltre ad aver avvisato la Curia, siamo già in contatto con la questura e i carabinieri. Quel giorno con le nostre preghiere chiederemo alla Madonna di intercedere per la pace nel mondo. Sarà una manifestazione impregnata di amore fraterno, auspichiamo una preghiera che sia fruttuosa per il popolo di Dio». Inutile tentare di nascondere la speranza che nutrono in fondo al cuore: «In questi anni la Madonna è tornata spesso a parlare al veggente in occasione dell’anniversario della sua prima apparizione. Chissà che anche quest’anno non accada la stessa cosa».

La decisione di Pailo di tornare in Italia - dove dovrebbe fermarsi per qualche giorno prima di rientrare a Madrid - è dovuta proprio all’insistenza di chi in questi anni non ha mai dubitato dei suoi racconti. Fedeli che negli ultimi tempi si sono divisi in due gruppi per alcune divergenze che la sua presenza, è la loro speranza, dovrebbe contribuire ad appianare. Divergenze che, è inutile nasconderlo, in passato ci sono state anche con la Curia: «In questi anni Eugenio è stato dimenticato - sottolinea Bianco - la Chiesa non ha voluto ascoltarlo». Eppure proprio quella piazzola di Stupinigi appena 4 anni fa è stata teatro di un altro episodio controverso: una statua di Gesù avrebbe pianto e il video delle lacrime, all’epoca, provocò un tale scalpore che alla fine lo stesso Bianco fu invitato a portare la statua in Arcivescovado per poterla sottoporre agli esami del caso: «Da allora - spiega - non abbiamo più saputo nulla. Da fonti ufficiose so che è stata inviata al Vaticano ma nessuno ci ha più detto niente». Un altro mistero che si aggiunge a quello delle presunte apparizioni degli anni ‘90, su cui la Chiesa non si è mai espressa ufficialmente.

Ora l’associazione sta raccogliendo il materiale per sollecitare di nuovo una pronuncia dalla Chiesa. Chi avesse qualcosa da raccontare o volesse informazioni sull’evento dell’11 aprile può inviare una email a madonnadistupinigito@gmail.com o consultare il sito www.immacolatadellamisericordia.com

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