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Lo spettacolo

Tra ricatti emotivi e perbenismo: a Torino la commedia sulle nevrosi familiari

Valentina Mortara e Walter Revello portano in scena il duello tra una madre vittimista e una figlia ribelle. Doppia replica all'EcoMuseo Nesta il 28 e 29 marzo

Tra ricatti emotivi e perbenismo: a Torino la commedia sulle nevrosi familiari

In un salotto dell'Italia degli anni Cinquanta un vaso spostato di pochi centimetri scatena il caos. È questo il punto di partenza "Ad ogni modo", commedia che mette a nudo le dinamiche familiari, dove le convenzioni sociali e il perbenismo diventano il palcoscenico di una vera e propria guerra di nervi tra generazioni.

Al centro della storia troviamo Ottilia e Livia, madre e figlia impegnate in un duello quotidiano fatto di ricatti emotivi e insofferenza. Da un lato Ottilia, maestra nel vestire i panni della vittima per mantenere il controllo; dall'altro Livia, che fatica a sopportare le rigide buone maniere dell'epoca e cerca una faticosa via verso l'indipendenza.

Il testo gioca sul registro del grottesco: ogni piccolo oggetto fuori posto diventa il pretesto per uno psicodramma epico. Si ride, ma è una risata che invita a riflettere su come la famiglia possa trasformarsi in una gabbia dorata fatta di controllo e nevrosi.

Lo spettacolo è scritto e interpretato da Valentina Mortara e Walter Revello. La promessa è quella di una commedia brillante, capace di colpire nel segno senza risultare scontata o eccessivamente cinica.

Dopo il debutto a Caselle Torinese, lo spettacolo arriva all'EcoMuseo Nesta di Torino per due appuntamenti ravvicinati: sabato 28 marzo 2026 alle ore 20:45 e domenica 29 marzo 2026 alle ore 17:30

L'ingresso è gratuito ma per assistere alle repliche è obbligatoria la prenotazione online tramite i link ufficiali relativi alle due date (28 e 29 marzo).

La forza di questa storia risiede nella capacità di farci riconoscere nei tic e nei piccoli abusi di potere che spesso agitano la vita domestica, nascosti dietro la facciata della buona educazione. Pur essendo ambientata negli anni '50, la pièce parla al presente, mettendo in luce dinamiche senza tempo e trasformando la quotidianità in un gioco di specchi in cui è facile ritrovarsi.

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