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Curiosità
20 Marzo 2026 - 21:45
A Torino, percorrendo Corso Casale, ci si imbatte in una facciata sobria ed elegante che molti scambiano per una comune parrocchia di quartiere. Ma l'apparenza, come spesso accade nella città magica, inganna: il Santuario della Madonna del Pilone nasconde una storia che intreccia fede, nobiltà e un enigma visivo ancora tutto da decifrare.
Tutto ha inizio in una giornata di primavera del 1644. Margherita Molar, una bambina di soli 11 anni, accompagna la madre al Mulino delle Catene (oggi non più esistente). In un attimo di distrazione, la piccola cade nelle acque impetuose, travolta dalle pale del mulino.
Mentre la folla osserva impotente, la madre si inginocchia disperata davanti a un pilone votivo dedicato alla Vergine. Le cronache dell'epoca e gli storici (tra cui Luigi Cibrario) riportano un evento incredibile: una figura celestiale appare sulle acque, porge la mano alla bambina e la riporta a riva sana e salva. Da quella devozione popolare nacque la chiesa che oggi ingloba proprio quel pilone originario.
Se l'esterno appare semplice, l'interno è un'esplosione di dettagli. Spicca l'Altare Maggiore in marmi pregiati, un dono di Maria Cristina di Francia, la prima Madama Reale, a testimonianza di quanto questo luogo fosse caro anche alla corte sabauda. Intorno a questa chiesa, negli anni, si è sviluppato l'intero borgo che oggi conosciamo come il quartiere Madonna del Pilone.
Ma la vera curiosità che attira i visitatori più attenti si trova dietro l'altare. Lì è conservato un dipinto dell'Annunciazione che nasconde un particolare decisamente insolito: osservandolo bene, si notano quattro volti. Due volti sono dritti, come ci si aspetterebbe, gli altri due sono completamente capovolti.
Questi ultimi sono i lineamenti originali del pilone del 1587. Perché siano stati realizzati (o conservati) sottosopra rimane un piccolo mistero che avvolge ancora oggi il santuario, invitando chiunque passi da Corso Casale a fermarsi, entrare e cercare di dare una propria interpretazione.

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