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Ramadan, 30mila musulmani al Parco Dora. Il sindaco: «Torino unisce contro l’odio»

Le parole del primo cittadino: «Insieme possiamo costruire una città più giusta»

Ramadan, 30mila musulmani al Parco Dora. Il sindaco: «Torino unisce contro l’odio»

Ramadan, 30mila musulmani al Parco Dora. Il sindaco: «Torino unisce contro l’odio»

Migliaia di persone, la stima è di circa 30mila, strette una di fianco all’altra con il viso rivolto alla Mecca. Nell’aria, l’atmosfera di una grande festa: le ragazze con i loro migliori vestiti tradizionali, i palloncini e lo zucchero filato per i bambini, i datteri per gli adulti. Tra di loro, al Parco Dora, un po’ ospite e un po’ padrone di casa, anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che ha portato il saluto della Città alla preghiera che ha segnato la fine del periodo di digiuno per migliaia di torinesi di nascita o d’adozione.

«Il significato profondo del Ramadan è quello di andare all’essenzialità delle cose, guardarsi dentro, cercare di capire le cose che sono importanti - le parole del primo cittadino -. Siamo in una stagione della storia molto complicata, in cui è difficile trovare le coordinate e capire cosa sta succedendo e, allora, questo significato profondo che ha il Ramadan per tutte le persone di fede musulmana, assume un significato anche per coloro che non sono religiose e che, attraverso questo momento, hanno lo stimolo ad andare all’essenza delle cose. Perché oggi abbiamo tutti bisogno di ritrovare senso, equilibrio, umanità». 

«Torino - ha poi sottolineato Lo Russo - ha nella sua storia la capacità di essere una città che viene vista come città in cui venire a cercare condizioni di vita migliori. Lo è sempre stata e continuerà, auspichiamo, ad esserlo. In un tempo in cui troppo spesso prevalgono parole di odio e divisione, scegliamo di continuare a unire, a costruire dialogo, a tenere insieme le differenze. Accogliere e integrare richiede impegno, pazienza, responsabilità, ma è l’unica strada che permette davvero di crescere insieme». Lo Russo ha quindi ringraziato «la comunità musulmana per l’impegno quotidiano e per il contributo alla nostra città. Insieme - ha concluso - possiamo continuare a costruire una Torino più giusta, più solidale, più umana».

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