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Il caso

I politici indisciplinati: ecco chi non riesce proprio a stare zitto

Silenzio elettorale? Sui social in tanti se ne infischiano

I risultati in diretta: affluenza intorno al 70% ed exit poll, il No per favorito

Poco accorti o indisciplinati? Ai posteri, l'ardua sentenza.

Saranno forse pure abituati a una perenne campagna elettorale, ma sul silenzio elettorale le regole sono chiarissime: niente propaganda, con qualsiasi mezzo. Nemmeno sui social.

Tradotto: niente post, niente tweet, niente giochi di parole. O almeno, così dovrebbe essere.

E invece, tra tastiere troppo veloci e dita indisciplinate, in tanti — a destra e a sinistra — hanno deciso di interpretare la norma in modo creativo. C'è chi si affida all'ironia, come gli esponenti di Fratelli d'Italia Maurizio Marrone e Augusta Montaruli con un eloquente “Oggi SÌ vota”. E chi gioca con le maiuscole, come la consigliera Avs Valentina Cera (“il NOstro voto”), mentre la capogruppo regionale M5S Sarah Di Sabato sceglie un più classico richiamo alla Costituzione. Lo stesso fanno la capogruppo regionale M5S Sarah Di Sabato ("NOn scherziamo. Giù le mani dalla Costituzione", il contenuto pubblicato dopo la votazione sui suoi social)

E sono in tantissimi, a destra e a manca, quelli che non hanno proprio resistito. Tra chi ha provato a tirare acqua al proprio mulino con simpatici giochi di parole i Fratelli d'Italia Maurizio Marrone e Augusta Montaruli (solo per citarne alcuni), con post che non lasciano dubbi: "Oggi SÌ vota". e Valentina Cera, consigliera Avs ("Si torna. Per fare la differenza con il NOstro voto", scrive nella giornata di ieri).

Non manca neppure chi punta sul repost — teoricamente vietato quanto un comizio in piazza — come il deputato verde Marco Grimaldi. E poi ci sono quelli che vanno dritti al punto, senza troppi giri di parole: “Vota No”, scrivono Potere al Popolo e il consigliere Pd Ahmed Abdullahi.

Più sottile, ma neanche troppo, il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, immortalato al seggio con un titolo piuttosto eloquente tra le mani. Mentre il vicecapogruppo FdI Ferrante De Benedictis si limita a un prudente — ma interpretabile — "auspicio di esito positivo".

E poi l’elenco si allunga: consiglieri di Circoscrizione, esponenti locali, fino a nomi nazionali come Matteo Salvini e Ilaria Salis.

Insomma, il silenzio elettorale c’è… ma si sente poco.

Niente panico: non si rischia il penale, solo una multa che può arrivare a mille euro. Ma a giudicare dalla disinvoltura generale, viene da pensare che qualcuno abbia deciso di mettere in conto anche quella. Del resto, quando la campagna è permanente, due giorni di silenzio possono sembrare un’eternità.

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