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La curiosità
23 Marzo 2026 - 21:30
Siamo abituati a varcare la soglia del Duomo di San Giovanni Battista a Torino con il fiato sospeso, gli occhi fissi sulla teca che custodisce la Reliquia più misteriosa della cristianità: la Sindone. Ma se provassimo per un attimo ad alzare lo sguardo, scopriremmo che la cattedrale nasconde un altro tesoro, meno mistico ma decisamente più sfarzoso, rimasto nell'ombra per quasi un secolo.
Proprio sopra la teca blindata della Sindone, incastonato nell'altezza del transetto sinistro, si affaccia un balcone dorato che sembra uscito da un teatro dell'opera. È la Tribuna Reale, un capolavoro del rococò sabaudo voluto da Vittorio Amedeo III nel 1775.
Non era un semplice abbellimento architettonico: la Tribuna serviva ai Savoia per assistere alle cerimonie solenni e alle ostensioni della Sindone in totale riservatezza. Un luogo protetto, esclusivo, al quale la famiglia reale poteva accedere direttamente dal Palazzo Reale attraverso un passaggio interno quasi segreto.
Ciò che colpisce della Tribuna è l'incredibile cura del dettaglio. Realizzata in legno intagliato e interamente dorato, la struttura si sviluppa su tre ordini sovrapposti, con linee sinuose, balaustre traforate e nicchie che creano un effetto scenico di straordinaria opulenza. Le pesanti tende di velluto rosso completano l'atmosfera teatrale, pensata appositamente per brillare anche nella penombra della chiesa, attirando lo sguardo dei fedeli verso l'alto, dove troneggia fiero lo stemma dei Savoia.
La storia ufficiale di questo luogo si è interrotta nel 1931, quando l'allora Principe Umberto (il futuro Re Umberto II) vi salì per l'ultima volta in occasione del suo matrimonio con Maria José del Belgio. Da allora, la Tribuna era scivolata nel dimenticatoio, velata dalla polvere e dal tempo.
Dopo quasi cent'anni, nel 2019, un meticoloso restauro ha restituito questo gioiello alla città. Oggi, la Tribuna Reale è tornata a splendere, pronta a farsi notare da chiunque sia disposto a guardare oltre l'ovvio.

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