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L'evento
25 Marzo 2026 - 19:10
Domenica 22 marzo è calato il sipario sull'undicesima edizione di POLLINEfest, la rassegna torinese di teatro urbano che per una settimana intera — dal 16 al 22 marzo — ha restituito alla città una visione diversa dei suoi spazi: università, piazze, locali e luoghi d'incontro trasformati in palcoscenici aperti, accessibili, vivi.
I numeri parlano chiaro. Gli spettatori complessivi hanno superato quota 700, confermando l'ottimo risultato già raggiunto nell'edizione precedente. Ma è la composizione del pubblico a dire qualcosa di ancora più significativo: l'80% degli spettatori aveva meno di 35 anni. Nel dettaglio, il 35% era under 25, il 45% apparteneva alla fascia 26-35 anni, il 12% aveva tra i 36 e i 45 anni, mentre solo l'8% aveva superato i 45. Un dato che racconta, meglio di qualsiasi dichiarazione, quanto il festival sia riuscito a radicarsi nel tessuto delle nuove generazioni.
«Siamo felici e orgogliosi dei risultati di questa edizione», ha dichiarato Alessandro Balestrieri, direttore artistico della rassegna. «Ancora una volta POLLINEfest ha incontrato un pubblico ampio e fortemente giovane, offrendo occasioni formative di qualità e spazi autentici di confronto. La comunità che si crea attorno al festival è una comunità viva, che riconosce nella bellezza degli incontri e nella condivisione un valore centrale. È questo, per noi, il senso più profondo del lavoro che portiamo avanti».
Undici eventi in programma, oltre venti artisti coinvolti, e una geografia diffusa che ha attraversato la città toccando luoghi molto diversi tra loro: il Campus Luigi Einaudi e Palazzo Nuovo nel mondo accademico, la Residenza Olimpia, il Borealis Art Club, il Teatro della Caduta, il Bowie Bistrot&Drink, viale Ottavio Mai e lo Spazio Kairos. Un palinsesto pensato per abbattere le distanze tra l'arte e il quotidiano, portando spettacoli teatrali, performance di strada, musica dal vivo, momenti di confronto e laboratori — tra cui quelli dedicati al teatro e al djing — direttamente nei luoghi dove la città respira e si incontra.
A rendere possibile tutto questo, oltre alla piccola ma efficace squadra organizzativa, il contributo prezioso delle volontarie e dei volontari che hanno animato ogni giornata del festival. Balestrieri ha voluto ringraziare in modo particolare la Compagnia di San Paolo per il sostegno ricevuto, insieme ai numerosi partner che affiancano il progetto: il Teatro della Caduta, l'Assessorato alle Politiche Giovanili della Città di Torino — presente nelle fasi organizzative e comunicative — Soundset APS, che ha contribuito a rendere il festival più accessibile, e la Compagnia dei Caraibi, che ha sostenuto economicamente i laboratori.
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