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29 Marzo 2026 - 18:00
C’è un momento preciso, quasi impercettibile, in cui tutto cambia. Un “clic”, lo definisce la protagonista. Un istante sospeso tra ciò che è stato e ciò che ancora deve prendere forma. È da qui che prende avvio L’onda e lo scoglio, il romanzo d’esordio di Elisabetta Cannarozzi pubblicato da Neos Edizioni, un racconto che scava dentro le crepe dell’esistenza contemporanea per restituire un’idea di rinascita lontana da ogni facile consolazione.
Bianca ha cinquantuno anni, una carriera costruita con rigore e una vita che, almeno in apparenza, segue binari solidi. Poi, in pochi mesi, tutto si incrina. La perdita del padre, il logoramento di un ambiente professionale sempre più disumanizzato, la malattia: tre urti violenti che la costringono a fermarsi. È la fine di un equilibrio, ma anche l’inizio di una domanda più radicale su sé stessa.
Cannarozzi sceglie una scrittura intima, attraversata da immagini limpide e concrete. L’incipit è già una dichiarazione di tono: la protagonista seduta davanti al mare, immersa in una quiete fragile, mentre osserva il proprio riflesso interiore prendere forma. Non c’è enfasi, non c’è retorica. Solo la consapevolezza che il dolore non può essere aggirato, ma attraversato.
Il romanzo si muove proprio su questo crinale: da una parte l’onda, simbolo del movimento incessante, della corsa continua che caratterizza la vita di Bianca; dall’altra lo scoglio, l’impatto, il limite, l’arresto improvviso. Ma è nello scontro tra questi due elementi che si apre uno spazio nuovo. Lo scoglio non è soltanto ostacolo: diventa punto di appoggio, occasione di trasformazione.
Il percorso della protagonista è lento, faticoso, privo di scorciatoie. La crisi non si risolve in una rivelazione immediata, ma si sedimenta in una serie di passaggi interiori che mettono in discussione l’identità costruita negli anni. Il lavoro, le aspettative sociali, l’idea di successo: tutto viene riletto alla luce di una fragilità che non può più essere ignorata.
In questo senso, L’onda e lo scoglio intercetta uno dei nodi più urgenti del presente: cosa accade quando il modello su cui abbiamo fondato la nostra vita smette di funzionare? Cannarozzi non offre risposte semplici, ma restituisce complessità. La rinascita, sembra suggerire, non è un ritorno a ciò che eravamo, bensì un lento processo di ridefinizione.
Alle spalle del romanzo c’è un’autrice che conosce bene i territori che racconta. Nata a Torino nel 1974, Elisabetta Cannarozzi ha lavorato a lungo nelle risorse umane ed è oggi mental coach. Un’esperienza che emerge nella capacità di indagare i meccanismi interiori senza trasformarli in teoria, mantenendo sempre il racconto ancorato alla dimensione concreta dell’esperienza.
L’onda e lo scoglio (prezzo 16,00 euro) si presenta come un esordio maturo, capace di parlare a chiunque si sia trovato, almeno una volta, “sulla soglia”: in quel punto instabile in cui passato e futuro si guardano da vicino, e la possibilità di cambiare smette di essere un’idea astratta per diventare una necessità.
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