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il colloquio

Calcio a un amen dai tossici: «Gli sgomberi? La situazione è migliorata, ma non canto vittoria»

Pasquale Giglio, presidente del Rebaudengo: «Davanti all'impianto non vedo più drogati, ma ho visto che si sono spostati. E i pusher ci sono sempre»

Pasquale Giglio, presidente del Rebaudengo

Pasquale Giglio, presidente del Rebaudengo

Atti vandalici a ripetizione, sia all’interno della struttura sportiva che fuori, con le macchine dei dipendenti prese a mazzate nel parcheggio. E poi i palloni da calcio bucati o rubati e i giocatori terrorizzati da pusher e tossici. Per anni, giocare a calcio tra Gondrand e Sempione è stato un incubo. «La situazione, con gli ultimi sgomberi, è un po’ migliorata, ma non posso ancora cantare vittoria». Parole di Pasquale Giglio, il presidente del Rebaudengo, la squadra di calcio di via Gottardo che da anni pratica sport a fianco di spacciatori e drogati. Con i tre blitz da inizio anno, gli allontanamenti dei disperati, le decine di denunce e l’inizio dei lavori alle ex piscine Sempione di via Cigna, il “Reba” può finalmente respirare.

Ma appunto, è ancora presto per dire che il problema è stato debellato. Anche perché è rispuntato un “tossic park” nell’area degli impianti natatori in disuso. «Davanti al nostro impianto sportivo non vedo più tossici, ma ho visto che si sono spostati altrove. E gli spacciatori - assicura Giglio - ci sono sempre. Prima passavano davanti alla struttura sportiva, adesso li vedo sul ponte. E quando partiranno i lavori veri e propri andranno da un’altra parte ancora». Le forze dell’ordine in zona passano quotidianamente. «Da quest’anno vedo un maggiore impegno da parte di polizia, vigili e carabinieri - dice il presidente - ma la luce in fondo al tunnel la vedremo solo con il completamento dei lavori alle ex piscine».

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