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SCIENZA

L’Intelligenza artificiale di Torino "ascolta" i lemuri del Madagascar

Ricercatori torinesi adattano un algoritmo di ornitologia al monitoraggio delle specie minacciate nella foresta pluviale. Accuratezza superiore al 90%.

L’Intelligenza artificiale di Torino "ascolta" i lemuri del Madagascar

L’intelligenza artificiale dell’Università di Torino vola fino alle foreste del Madagascar per proteggere la biodiversità. Uno studio pubblicato sulla rivista Integrative Zoology dimostra come un algoritmo nato per riconoscere il canto degli uccelli possa essere addestrato con successo per monitorare i lemuri, specie fortemente minacciate dalla perdita del loro habitat.

Nella foresta di Maromizaha, tra il 2020 e il 2023, i ricercatori hanno installato registratori automatici attivi 24 ore su 24, raccogliendo oltre 55.000 file audio. Per analizzare questa mole di dati, il team ha adattato BirdNet, una rete neurale "open source" per l'ornitologia, ottenendo un'accuratezza nel riconoscimento dei suoni superiore al 90%.

«Dimostriamo che un sistema basato sul deep learning può essere trasposto con successo dall'ornitologia alla primatologia», spiega la ricercatrice Daria Valente. L'utilizzo di piattaforme esistenti ha permesso di abbattere barriere tecnologiche e costi, rendendo il monitoraggio non invasivo e accessibile anche in aree remote.

Le analisi hanno svelato ritmi biologici inediti: l’Indri è attivo soprattutto all'alba, mentre il vari bianconero mostra un picco di attività nel tardo pomeriggio. Un traguardo scientifico che conferma l’eccellenza dell’Ateneo torinese nella ricerca applicata alla tutela ambientale globale.

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