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02 Aprile 2026 - 09:45
I disperati sono tornati al "tossic park" del Sempione
Gli “irriducibili” dello spaccio di droga. I tanti blitz, gli sgomberi, gli arresti e le denunce non fermano i tossici e i disperati che occupano da settimane il parco Sempione. “Tossic park”, infatti, non se ne vuole proprio andare da Torino nord. Solamente due giorni fa, accanto alle pattuglie dei carabinieri si muovevano per la prima volta uomini e donne in mimetica: erano i militari del 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania", reparto d’élite dell’Arma impiegato per rafforzare il presidio in una delle aree più delicate della città. Una stretta arrivata dopo una lunga sequenza di segnalazioni, denunce e appelli istituzionali. Un pressing costante che ha trovato risposta nella linea del Governo Meloni e del Viminale guidato da Matteo Piantedosi.
Un giorno prima, c’era stato un blitz a tappeto della polizia. Controllate, durante il cosiddetto “alto impatto”, 149 persone, quattro arrestate per spaccio di stupefacenti, dieci denunciate, due accompagnate al Cpr di corso Brunelleschi e per tre adottato dal questore Massimo Gambino il provvedimento di divieto di accesso all’area urbana di parco Sempione. Il primo Daspo, in sostanza, come previsto dal provvedimento scattato il 31 marzo con le sei nuove zone di Torino “a vigilanza rafforzata” istituite dal prefetto Donato Cafagna, in attuazione del nuovo decreto sicurezza del governo. Un’operazione che la polizia ha condotto con carabinieri, Finanza, municipale, Comune e Amiat, con queste ultime che stanno proseguendo le attività di bonifica dell’area e la rimozione delle tende piazzate dagli abusivi.
Eppure, ieri mattina tutto sembrava essere tornato alla “normalità”. Lo spaccio c’era, i disperati c’erano, seduti sulle panchine. C’erano i pusher che sfrecciavano a bordo dei monopattini, c’erano le “sentinelle” che avvisavano al transito di ogni auto sospetta. Le operazioni condotte dalle forze dell’ordine, dall’inizio dell’anno, sono già state cinque, più di una al mese. Dopo l’abbattimento dell’ex stabilimento Gondrand, c’è stata la demolizione degli impianti natatori in disuso al Sempione, è stato smantellato anche il “take-away” dello spaccio e, polizia e carabinieri a parte, Securitalia staziona con due auto ogni giorno nell’area, una in via Cigna e una in corso Venezia. Ma questo non ferma gli spacciatori e i dipendenti dal crack. Sono tanti, i drammi dei disperati. Tra questi, quello di Sally, una ragazza di 25 anni scomparsa nei primi giorni di marzo. Un caso di cui TorinoCronaca si è occupata, raccontando anche il dramma della mamma di Sally, Sandra, alla disperata ricerca della figlia tra gli “invisibili” del Sempione. Una ragazza, Sally, che bazzica al Sempione ma che potrebbe anche occupare un appartamento nella vicina via Soana, luogo di ritrovo per drogati e spacciatori. Oltre a Sally, anche un 38enne di Borgaro è al Sempione. A cercarlo, la sua compagna di 33 anni nonché madre di suo figlio. Storie di disperazione al “tossic park” di Torino nord. Dove i blitz non riescono a fermare l’emergenza droga. E gli irriducibili sono ancora al loro posto.
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