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Marketing o deepfake?

Nutella su Orion, la Ferrero: "Siamo fuori dal mondo!". Ecco perché il video è virale

Il barattolo che galleggia nella navicella verso la Luna. Il commento della Nasa

Quel barattolo che galleggia in Orion: Nutella, Artemis II e il potere del virale

Cosa ci fa un barattolo di Nutella che fluttua nella capsula Orion, in piena diretta di Artemis II, poco prima del passaggio storico vicino alla Luna? La domanda, semplice e irresistibile, ha acceso i social: cinque secondi di video bastano, a volte, per ribaltare l’umore di una timeline e accendere un dibattito che oscilla fra stupore, marketing e scetticismo digitale.


CHE COSA SI VEDE NEL VIDEO
Davanti alle telecamere, durante una diretta della missione spaziale Artemis II, un barattolo di Nutella “naviga” nell’aria, complice l’assenza di gravità all’interno della capsula Orion. Sono appena 5 secondi, abbastanza però per innescare un rimbalzo virale che ha attraversato piattaforme e Paesi, moltiplicando le visualizzazioni e le interpretazioni.



I DUBBI: INTELLIGENZA ARTIFICIALE O SCENA AUTENTICA?
Come spesso accade nell’era del “vedere non basta”, qualcuno ha sollevato dubbi sull’autenticità del filmato, ipotizzando una rielaborazione con l’intelligenza artificiale. Un sospetto comprensibile in tempi di deepfake e filtri perfetti: quando la realtà somiglia alla pubblicità, non è quasi spontaneo chiedersi se non ci sia un algoritmo dietro le quinte?

IL MARCHIO CAVALCA L’ONDA
L’account USA di Nutella ha immediatamente rilanciato il video sui propri profili social con lo slogan “Nutella is out of this world”, dichiarandosi “onorati di aver viaggiato più lontano di qualsiasi altra distribuzione nella storia – si legge – portando la diffusione dei sorrisi a nuove vette”. Un colpo di coda comunicativo che trasforma l’episodio in un piccolo caso di scuola: quando il brand non pianifica, ma intercetta, e il tempismo fa il resto.

LA NASA E IL LATO UMANO DELLE MISSIONI
Anche la Nasa ha partecipato alla conversazione online, commentando la scena con un riferimento ai “dolci momenti” vissuti dagli astronauti durante la missione. La spiegazione circolata è semplice e, forse proprio per questo, convincente: gli astronauti si sarebbero portati qualcosa “di buono” da casa. È un dettaglio minimo, eppure dice molto. Perché in ogni grande impresa c’è sempre un piccolo rito domestico che la rende più umana.

“DELIZIOSO INCIDENTE PUBBLICITARIO”: COME LO VEDONO I MEDIA
I media statunitensi hanno parlato di un “delizioso incidente pubblicitario”. La definizione, felice e un filo ironica, fotografa il paradosso: un gesto personale, nato per rompere la monotonia di un viaggio epocale, che finisce per diventare racconto collettivo e—volenti o nolenti—veicolo promozionale. Pubblicità non dichiarata o semplice coincidenza? La linea è sottile, ma il contesto aiuta a leggerla per quello che probabilmente è: un frammento di quotidianità in assenza di gravità.

DOMANDE APERTE, RISPOSTE POSSIBILI
- È product placement? Non ci sono elementi nel video o nelle reazioni riportate che lo provino. - È un fake? I dubbi circolano, ma al momento restano ipotesi sollevate sui social. - È una lezione di comunicazione? Sì: bastano cinque secondi per mostrare come brand, istituzioni e pubblico co-creino una narrazione in tempo reale.

PERCHÉ CI EMOZIONA
Forse perché rivediamo in quel barattolo una dispensa di casa proiettata oltre l’orbita terrestre. Il familiare che entra nell’eccezionale; il quotidiano che si mescola con l’epica. Nella traiettoria di Artemis II e nella geometria lucida di Orion, il piccolo oggetto che ruota libero è una metafora potente: lo spazio ci attrae perché promette futuro, ma ci commuove quando, anche lì, ritroviamo un assaggio di noi.

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