Cerca

In libreria

Il ritorno del maestro di pianoforte che riapre un passato mai guarito

"Il passo del bacio" di Maria Antonella Pratali: a Camogli, ventidue anni dopo, una donna si confronta con ciò che credeva sepolto

Il ritorno del maestro di pianoforte che riapre un passato mai guarito

La casa editrice NEOS porta in libreria Il passo del bacio, il nuovo romanzo di Maria Antonella Pratali, un’opera intensa e profondamente introspettiva ambientata nei paesaggi sospesi della Liguria di levante, dove mare e pietra diventano specchio delle fragilità interiori dei personaggi.

La storia prende avvio da un incontro casuale su un treno che attraversa la costa ligure. È un dettaglio apparentemente minimo — uno sguardo, un gesto, una postura — a innescare il ritorno del passato nel presente della protagonista, Fulvia, incrinando certezze e aprendo varchi improvvisi nella memoria.

«Fulvia si ridestò di soprassalto. Poco lontano, a sinistra, un signore sui cinquant’anni con una barbetta sale e pepe fissava lo schermo dello smartphone. Lo sguardo fu catturato da qualcosa di conosciuto nella fisionomia dell’uomo, sprofondato in un giaccone blu. Il cuore fece un tuffo e mancò un colpo. Era lui?»

Da questo momento il romanzo si sviluppa su due piani temporali che si intrecciano continuamente: la donna adulta e la bambina che è stata. Il racconto torna all’infanzia, alle lezioni di pianoforte, a una fiducia che si trasforma lentamente in ambiguità, fino a diventare una memoria frammentata, tipica dei ricordi traumatici.

La dimensione geografica non è semplice sfondo, ma parte viva della narrazione: Camogli, i sentieri sospesi sul mare, il Sentiero dei tubi e il Passo del Bacio costruiscono un paesaggio emotivo oltre che fisico, dove la verticalità della scogliera riflette le cadute interiori dei personaggi.

Fulvia adulta osserva il proprio passato con crescente consapevolezza, ma anche con una fatica emotiva profonda. Il romanzo esplora la distanza tra ciò che si comprende e ciò che si riesce a sopportare, tra ciò che emerge e ciò che resta sommerso.

«Lei si rivede a otto anni, caschetto biondo, gambette secche e vestitini colorati. Si rivede durante le lezioni di pianoforte che il suo maestro, Marco, allora trentenne, sapeva trasformare in un’avventura musicale. Note, melodie e carezze sempre più insistenti. Perché Marco era ed è un pedofilo. Un predatore, un devastatore di bambini.»

Con una scrittura asciutta e controllata, il romanzo evita ogni deriva di sensazionalismo, restando ancorato alla percezione della protagonista e alla complessità del trauma che si stratifica nel tempo.

Al centro dell’opera emerge anche una riflessione sulla memoria come responsabilità, non solo individuale ma anche collettiva: ciò che viene visto, ciò che viene creduto e ciò che viene ignorato.

Il romanzo si muove inoltre sul sottile confine tra giustizia e vendetta, tra sopravvivenza e ossessione, senza offrire risposte definitive.

«Io non ho ucciso, ma non provo pietà. Il destino ha deciso che non c’è redenzione per chi violenta l’innocenza. Solo silenzio. Ora posso respirare.»

Il passo del bacio si configura così come un romanzo di forte impatto emotivo e psicologico, in cui paesaggio, musica e memoria si intrecciano in una narrazione di ritorni e rivelazioni. Al centro resta Fulvia, con il suo difficile percorso di elaborazione del passato e con una domanda che attraversa tutto il libro: cosa accade quando ciò che credevamo sepolto torna a chiedere di essere guardato?

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.