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Evade due volte in due giorni in Piemonte, arrestato in Olanda

Il 17enne pochi giorni era scappato prima da una comunità, provocando due feriti, e poi dal Ferrante Aporti di Torino

Evade due volte in due giorni in Piemonte, arrestato in Olanda

Evade due volte in due giorni in Piemonte, arrestato in Olanda

La sua corsa è finita a centinaia di chilometri da Torino, nei Paesi Bassi. Il 17enne evaso una settimana fa dal Centro di prima accoglienza del carcere minorile Ferrante Aporti è stato rintracciato e fermato in Olanda, dove si era nascosto dopo essere riuscito a lasciare l’Italia. Per lui è già stato avviato l’iter del mandato d’arresto europeo: nelle prossime ore partirà la procedura di estradizione.

Il giovane, di origine romena ma cresciuto a Terni, non è nuovo alle fughe. Anzi: quella dal Ferrante Aporti è stata la seconda evasione in 48 ore. La prima era avvenuta ad Acqui Terme, dove si trovava in una comunità da cui, la sera di giovedì 9 aprile, si era allontanato armato di coltello, dando inizio a una sequenza di violenze che aveva rapidamente aggravato la sua posizione. Prima aveva tentato di rubare l’auto a una ragazza, senza riuscirci. Poi aveva aggredito un automobilista, colpendolo con pugni e ferendolo con un’arma da taglio, tanto che la vittima era stata ricoverata in ospedale con prognosi di una settimana. Infine aveva preso di mira un pensionato di 76 anni in via Trieste, riuscendo a sottrargli l’auto dopo aver ferito anche lui. L’uomo, nel tentativo di fermarlo, si era infatti aggrappato alla portiera, riportando una frattura al piede e lesioni guaribili in oltre un mese. La fuga in auto era durata poco. Senza patente, il 17enne aveva perso il controllo del veicolo, schiantandosi contro una fila di macchine parcheggiate e danneggiandone sette. A piedi aveva tentato un’ulteriore rapina nella zona di via Romita, ma lì i carabinieri lo avevano finalmente fermato, ponendo fine alla sua serata di follia. Venerdì era arrivata la convalida dell’arresto, poi il trasferimento a Torino. Sembrava la fine della sua corsa, invece era solo l’inizio.

Domenica mattina, il 12 aprile, al Ferrante Aporti, il ragazzo ha messo in atto una fuga tanto semplice quanto clamorosa. Non ha forzato cancelli né organizzato piani complessi. Ha aspettato il momento giusto, ha preso un mazzo di chiavi da un gabbiotto e si è aperto da solo la via di fuga. Poi è uscito in cortile, ha preso la rincorsa e ha scavalcato il muro di cinta in pochi istanti. Le telecamere interne lo hanno ripreso mentre usciva e spariva oltre il perimetro dell’istituto, all’angolo con corso Unione Sovietica. Nessuno è riuscito a fermarlo. Una fuga che ha lasciato più di un interrogativo. La procura ha già avviato un’inchiesta per evasione colposa: si vuole capire come sia stato possibile sottrarre le chiavi, attraversare indisturbato più livelli di sicurezza e raggiungere l’esterno senza che nessuno si accorgesse della sua assenza in tempo utile. Non è un problema nuovo: già a novembre un altro diciassettenne era riuscito a dileguarsi dalla stessa struttura senza essere più rintracciato.

Dopo la fuga, le sue tracce si erano perse subito. Le ricerche erano state estese oltre il Piemonte, poi fuori dall’Italia. La svolta è arrivata poche ore fa: il ragazzo è stato individuato nei Paesi Bassi, a conferma del sospetto che la sua intenzione fosse quella di abbandonare il territorio nazionale. Resta da chiarire come sia riuscito a raggiungere l’estero e se abbia ricevuto aiuti logistici durante il viaggio. Gli accertamenti sono in corso e potrebbero aprire nuovi filoni investigativi.

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