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Il fatto
14 Aprile 2026 - 14:28
Non ha forzato cancelli né organizzato piani complessi. Ha aspettato il momento giusto, ha preso un mazzo di chiavi da un gabbiotto e si è aperto da solo la via di fuga. Poi il cortile, la rincorsa e il muro di cinta superato in pochi istanti. Così, domenica mattina, un detenuto di 17 anni è evaso dal carcere minorile Ferrante Aporti. Il ragazzo, di origine rumena ma cresciuto a Terni, è ora irreperibile. Le sue tracce si interrompono oltre il perimetro dell’istituto, all’angolo con corso Unione Sovietica. A documentare la fuga restano le immagini delle telecamere interne: lo si vede uscire, accelerare e arrampicarsi, senza che nessuno riesca a fermarlo. Un’evasione che apre più di un interrogativo. La procura si prepara ad avviare un’inchiesta per evasione colposa: si vuole capire come sia stato possibile sottrarre le chiavi e attraversare indisturbato più livelli di sicurezza. Un problema non nuovo per la struttura torinese: già a novembre un altro diciassettenne era riuscito a dileguarsi senza essere mai più rintracciato. Il giovane fuggitivo non era un detenuto qualsiasi. Era arrivato al Ferrante Aporti da appena due giorni, dopo un’escalation di violenze ad Acqui Terme. Giovedì sera si era allontanato dalla comunità in cui si trovava e aveva iniziato una serie di tentativi di rapina. Prima una ragazza, minacciata con un coltello. Poi un automobilista, aggredito a pugni e colpito con un’arma bianca: ferite multiple, prognosi di una settimana. Infine un pensionato di 76 anni, assalito in via Trieste. In quel caso il ragazzo era riuscito a prendere l’auto, ferendo l’uomo che aveva tentato di impedirgli la fuga, riportando una frattura al piede e lesioni guaribili in oltre un mese. La corsa era durata poco. Senza patente, il 17enne aveva perso il controllo del veicolo, schiantandosi contro una fila di auto parcheggiate e danneggiandone sette. A piedi aveva tentato un’ulteriore rapina nella zona di via Romita, ma lì i carabinieri lo avevano fermato. Venerdì la convalida dell’arresto, poi il trasferimento a Torino. Domenica, la fuga.
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