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Il caso

Troppe richieste per Vesta bis, sito bloccato e 4 ore di attesa

Per compensare il sito aperto un’ora in più; le opposizioni: «Annullatelo»

Troppe richieste per Vesta bis, sito bloccato e 4 ore di attesa

Quasi quattro ore in attesa. Dalle 13.08, poco dopo che la pagina ufficiale del bonus Vesta 2026 ha ripreso a funzionare a seguito dello stop di circa un’ora, alle 16.49. Poi l’accesso con Spid, Cie o Cns e l’inserimento di un Isee valido. E l’opportunità di potere accedere alla piattaforma VestaPiemonte.it, dedicata al bonus economico da 20 milioni di euro (quest’anno raddoppiato) che Regione Piemonte erogherà a favore delle famiglie piemontesi con figli tra 0 e 6 anni e Isee fino a 40mila euro. Ma poco prima dello scoccare del “click day” - tanto vituperato dalle opposizioni già lo scorso anno, perché considerato “discriminatorio” - , il sito ha fatto “crush”, risultando inaccessibile per circa un’ora, e scatenando l’ira funesta di mamme e papà in attesa del “click” che potrebbe consentire loro di sostenere, da quest’anno, non solo le spese tradizionali per la prima infanzia (come nidi, baby-sitting) e quelle scolastiche (mensa, pre e post orario), ma anche attività sportive (come corsi di arrampicata o basket), per una quota massima di 1.200 euro.

Ipotesi attacco hacker

Dalla Regione il chiarimento: «Csi (Consorzio per il Sistema Informativo, la società che gestisce dal punto di vista informatico la piattaforma, ndr) parla di un attacco hacker», che avrebbe reso inaccessibili tutti i siti istituzionali collegati al consorzio informatico che ha in gestione la piattaforma, compreso quello del Comune di Torino, «che ovviamente non c'entra con il click day», dichiara il vicepresidente Maurizio Marrone. «Ovviamente come Regione Piemonte garantiremo al più presto la possibilità di ogni piemontese di presentare domanda», aggiunge. Mentre una nota integrativa di Csi assicura: «Il sito rimarrà aperto un’ora in più rispetto al previsto, rimanendo disponibile fino alle ore 01.00 di mercoledì 22 aprile», riferisce con una nota.

Nel pomeriggio di ieri è poi arrivata la smentita: nessun attacco hacker, ma un «elevato traffico di rete», «di gran lunga superiore al traffico atteso in relazione al numero dei soggetti potenzialmente interessati al voucher Vesta».

Pd: «Annullatelo»

Dalle opposizioni, memori dell’esperienza dello scorso ottobre, quando in poco più di 20 minuti tutti i fondi si erano esauriti, anche in quel caso con qualche inciampo informatico, l’attacco congiunto. «Il secondo atto della lotteria farsa, peggiore del primo. Si erogano risorse in base alla velocità del clic», accusano i consiglieri regionali in quota M5S. «Prima hanno spostato alle 12 il click day (rispetto alla mezzanotte della scorsa edizione, ndr) tagliando fuori migliaia di genitori al lavoro, e poi la beffa», incalza la capogruppo Avs Alice Ravinale, chiedendo la riprogrammazione delle risorse. Una misura da annullare anche per la Dem Nadia Conticelli: «Si proceda con regolari domande con graduatorie», afferma. Di «disservizio grave», parla invece il capogruppo Lega Fabrizio Ricca: «Alla Giunta la richiesta di valutare se annullare la procedura», dice. Mentre chi parla di una «ennesima mancia per chi ha dito (e connessione) più veloce», invitando la Giunta a pensare «seriamente ad asili nido e welfare solido e strutturale» è la capogruppo Sue Vittoria Nallo.

E resta da capire, ora, se ci sono domande rimaste inevase nel corso del “buco temporale” di disservizio. Cioè famiglie inutilmente, e lungamente, in attesa.

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